Auto elettriche nel sito Acna?

Auto elettriche nel sito Acna?

VALLE BORMIDA Tra le varie ipotesi di riutilizzo del sito Acna circolate negli ultimi vent’anni, forse, quella più rivoluzionaria risale al luglio del 2003, quando Pier Giorgio Giacchino (allora assessore provinciale cuneese, presidente della Comunità montana di Bossolasco e dell’Associazione lavoratori Acna) a Cengio gettò il sasso nello stagno, proponendo di realizzare un autodromo nell’ex stabilimento chimico. L’idea cadde nel vuoto, anche perché all’epoca la bonifica era appena iniziata, ma nei giorni scorsi, a Savona, il progetto è tornato d’attualità nella prima riunione del Centro studi per la tutela e lo sviluppo sostenibile del bacino del Mediterraneo, organismo voluto da accademia Kronos.

Il Centro studi ha un raggio d’azione molto ampio, che prevede numerose iniziative nel campo dello sviluppo sostenibile. Tra queste, un po’ a sorpresa, è sbucata nuovamente l’ipotesi di realizzare un circuito (questa volta per auto elettriche) nell’area dell’ex Acna. Nell’incontro di Savona è stata anche annunciata la creazione di un tavolo di lavoro per valutare il progetto. Alla riunione, oltre ad alcuni sindaci della Valle Bormida piemontese, era presente lo stesso Giacchino, che ha ricordato il progetto del 2003, dal titolo “Cengio senza frontiere”, scelto proprio per cercare di superare le secolari contrapposizioni tra Valbormida ligure e piemontese. All’epoca si pensava a una pista per auto e moto di circa 3 chilometri, oppure a un circuito di un chilometro per kart e minimoto o, ancora, a un centro per lezioni di guida sicura. Ora, invece, si punterebbe sulle auto elettriche.

«Per il sito di Cengio si può soltanto pensare a un utilizzo di tipo superficiale, che non preveda scavi per realizzare strutture, e quella della pista potrebbe essere una soluzione», sottolinea Giacchino. Per l’impianto sarebbe utilizzabile metà del sito, la cosiddetta area A2, che si estende su circa 25 ettari. A giocare a favore di quest’idea (che per ora è soltanto sulla carta) c’è il basso impatto ambientale, sicuramente inferiore a quello della discussa centrale a carbone di cui si parlava proprio nel 2003. Al momento non è possibile sapere qual è la posizione di Eni-Syndial, società proprietaria del sito, nel quale peraltro i lavori di messa in sicurezza non sono ancora terminati.

Nei giorni scorsi è tornata a occuparsi del dopo-Acna anche l’Associazione per la rinascita della Valle Bormida, segnalando l’installazione di un piezometro nel’area degli impianti sportivi di Cengio, a monte del sito, dove nei mesi scorsi alcuni cittadini avevano percepito cattivi odori simili a quelli delle produzioni Acna. «Negli anni ʼ70, testimonianze di cengesi ricordano che, sotto gli impianti sportivi in località Isole, sono state abbancate notevoli quantità di ceneri esauste di pirite. Se dovessero risultare valori preoccupanti di arsenico e altri metalli pesanti, oltre che di sostanze aromatiche tipiche delle lavorazioni Acna, crediamo sia dovere delle Amministrazioni assumere i dovuti provvedimenti a tutela della popolazione e dell’ambiente», scrive l’associazione.

Corrado Olocco

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