Le nuove Amministrazioni facciano attenzione al mondo vitivinicolo, al turismo e all’ambiente

L’Enoteca regionale piemontese Cavour  riparte da Masterchef Italia 7

Per voce del suo giornalista Giancarlo Montaldo, Gazzetta d’Alba ha proposto nel numero del 21 maggio scorso, a pagina 53, una riflessione molto stimolante sul mondo vitivinicolo. Allo stesso tempo nel momento in cui il lettore vedrà queste righe avremo i risultati elettorali del Comune di Alba con altri della zona e della Regione Piemonte.

Occasione importante per affermare e ricordare che le capacità dei singoli e degli imprenditori possono trovare la loro miglior realizzazione solo se accompagnate dalle istituzioni nei loro diversi ruoli.

Per conservare la memoria di questi passaggi virtuosi ho collaborato a un lavoro che in parte è già stato presentato in pubblico ma che proseguirà nei prossimi mesi.

Tra le storie più calzanti allo scopo del nostro ragionamento vorrei ricordare la figura di Giacomo Oddero che riuscì a creare un gruppo di altissimo valore con grandi nomi della zona e a portare a termine le idee condivise con loro proprio nella veste di assessore all’agricoltura dell’allora Provincia di Cuneo e poi della Camera di commercio, così come in un’altra fase Aldo Viglione diede il via alla rete delle enoteche regionali. Solo due esempi vicino a tanti altri.

La necessità di dare unità al nostro territorio collinare è ormai compresa da tutti e in questo passaggio ci ha molto aiutato il piano paesaggistico regionale per le colline del sistema centrale, di cui fui uno dei redattori negli anni Novanta.

Quel primo passo ha oggi trovato il suo sbocco virtuoso nella tutela Unesco, grazie all’impegno e al contributo di tante persone. A braccetto viene poi il turismo che ha saputo darsi un’unità associativa storicamente impensata con l’Astigiano e, adesso, anche la tematica ambientale che è sempre più compresa per la sua importanza.

Giancarlo Montaldo prende spunto da proposte che lui stesso definisce impraticabili, come la modifica dei confini delle Docg più storiche, ma ha ragione quando propone di pensare avanti, di dare al settore agricolturale, vitivinicolo, turistico e ambientale nuove spinte rivolte al mondo, a quei consumatori internazionali che ci visitano sempre più numerosi, così come a quei lavoratori di altri Paesi che stanno diventando i nostri fidati collaboratori.

Chiedo allora ai nuovi eletti, in particolare di Alba e della Regione, di valutare con attenzione l’assessorato all’agricoltura, di affidarlo a persone che hanno dato il loro contributo alla politica, ma anche capaci tecnicamente e dotate di indipendenza di giudizio nonché, eventualmente e laddove possibile, a saldare con esso alcune competenze di tipo turistico e ambientale.

Claudio Rosso

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