Cinghiali: dopo l’incidente di Benevello Confagricoltura chiede interventi concreti

Il nuovo presidente regionale di Confagricoltura è cuneese
Al centro: il presidente di Confagricoltura Cuneo Enrico Allasia.

BENEVELLO L’ennesimo incidente stradale causato da un cinghiale ha fatto riemergere con urgenza il problema irrisolto del proliferare incontrollato della fauna selvatica in provincia di Cuneo. Sull’episodio avvenuto la notte del 4 febbraio a Benevello, dove a causa di un ungulato una vettura è uscita di strada e gli occupanti sono rimasti feriti anche in modo grave, è intervenuta  Confagricoltura di Cuneo che di recente ha interpellato i parlamentari della Granda sulla questione della fauna selvatica.

«Cosa ancora deve succedere e quanto dobbiamo aspettare perché la politica affronti seriamente il proliferare incontrollato dei selvatici sul nostro territorio?». Chiede Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo. «Di recente abbiamo chiesto ai parlamentari cuneesi quali siano le loro idee per risolvere o perlomeno mitigare questa emergenza, li ringraziamo della disponibilità al confronto, ma occorre passare ai fatti. Ci aspettiamo azioni concrete. È compito della politica decidere. Negli ultimi trent’anni in Italia i cinghiali sono aumentati del 400% e questo a discapito della pubblica sicurezza dei cittadini e del mondo agricolo, che si vede costantemente danneggiato senza che nessuno risponda dei problemi arrecati», prosegue Allasia.

Confagricoltura di Cuneo ha messo in atto una serie di azioni per sensibilizzare nuovamente i politici locali, chiedendo loro quali azioni concrete abbiano in mente o siano allo studio in Parlamento. Un paio  di settimane fa si è concluso con buon riscontro di pubblico il corso organizzato da Confagricoltura a Cuneo per l’abilitazione all’impiego degli impianti di cattura dei cinghiali e per i controlli selettivi da parte di proprietari e conduttori di fondi agricoli. Una possibilità senza dubbio importante concessa agli agricoltori, ma non risolutiva, considerata l’entità del problema e le pesanti conseguenze che sta avendo sulla cittadinanza e su chi opera nel settore primario.

«I danni provocati dalla fauna selvatica, a ogni livello, sono ben noti e sotto gli occhi di tutti; noi la nostra parte cerchiamo di farla al meglio portando avanti le istanze delle aziende agricole, ma ci pare di gridare al vento. Non c’è più molto di cui discutere. Occorre agire», conclude Allasia.

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