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Il Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Asti contro un Sanremo poco rispettoso delle donne

Il Festival di Sanremo, segno dei tempi: riflessioni sulla kermesse canora 1
L'ingresso del Teatro Ariston durante il Festival appena conclusosi

ASTI Il Comitato pari opportunità del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Asti, nell’ambito delle sue funzioni di tutela contro le disparità e discriminazioni, in adesione alle molteplici iniziative collettive volte a una presa di posizione in ordine alla nota vicenda del Festival di Sanremo, ritiene di ribadire con fermezza la necessità, da parte di un servizio pubblico quale quello della Rai, di un linguaggio corretto e in contrasto con ogni forma di violenza contro le donne.

Esaltare il ruolo di una donna capace di stare un passo dietro all’uomo non solo è anacronistico, ma è svilente rispetto alla corretta visione dell’attuale mondo femminile, fatto di donne che lavorano, che gestiscono la famiglia, che investono nella professione e nella carriera.

Inoltre, il triste bollettino quotidiano di casi di violenza sulle donne e di femminicidi, fa ritenere che la partecipazione alla settantesima edizione del Festival di Sanremo del trapper Junior Cally – noto per testi che inneggiano alla violenza sulle donne, allo stupro, alla sopraffazione, alla donna da trattare come un oggetto – sia contraria all’impegno per la prevenzione e la lotta contro la violenza sulla donna prevista dalle leggi italiane e dalla Convenzione di Istanbul.

Per tali ragioni il Comitato pari opportunità, nel denunciare alle autorità preposte, la violazione da parte del servizio Rai della normativa in materia, aderisce al movimento di protesta #IononguardoSanremo, riservandosi di agire nelle opportune sedi anche in forma collettiva per richiedere la restituzione del canone Rai pagato dalle donne, oltre al risarcimento di tutti i danni subiti e subendi.

Cpo avvocati di Asti

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