BRA – Le ceneri di Carlin Petrini sono state disperse nell’orto dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Ora sono un tutt’uno con quella terra che è diventata, a un certo punto della sua esistenza, la sua ragione di vita. Quella terra che ha amato e difeso con tenacia ovunque nel mondo, valorizzando in ogni modo chi la rispetta, la cura, la coltiva con amore, difendendola dallo sfruttamento, dagli sprechi, da chi le manca di rispetto e la umilia, la violenta per trarne profitto sconsiderato.

Quello eseguito dalla sorella Chiara è stato un rito intimo e intenso, emozionante e profondo, carico di significato e intriso dei suoi valori con i quali ha ridato dignità e rispetto alle persone più semplici, a chi ha condiviso questo suo amore per quella madre terra che da questa sera lo accoglie in un abbraccio infinito, totale ed eterno. Ora è un tutt’uno con lei, sono una cosa sola.
Quale conclusione più bella, più vera, più coerente di questa della sua esistenza dell’immergersi in quella terra madre che ha tanto amato?
Riposa in pace Carlin.
E, da credente, permettimi di dire «Che Dio ti benedica».
Marco Fiorini
