Coronavirus: a livello globale oltre 5.600 decessi. La Cina tira un sospiro di sollievo, la Francia chiude tutto

Coronavirus: l'Organizzazione mondiale della sanità dichiara l'emergenza globale
Immagine di repertorio

I contagi da coronavirus nel mondo hanno superato i 150 mila casi mentre il bilancio delle vittime, a livello globale, è sopra i 5.600 morti. E’ quanto rileva la Jonhs Hopkins University nel suo monitoraggio sull’andamento della pandemia. Le persone guarite sono 72 mila.

Perfino la riunione dell’Eurogruppo di lunedì non si terrà più a Bruxelles ma verrà sostituita da una videoconferenza.

“Ho fatto il test per il coronavirus”, ha detto il presidente americano Donald Trump, spiegando che ancora non c’e’ il risultato. Trump ha annunciato che la restrizione dei viaggi dall’Europa agli Stati Uniti sarà estesa al Regno Unito e all’Irlanda. Attualmente i casi accertati negli Stati Uniti sono oltre 2.500 in 49 Stati più la capitale Washington. Cinquanta le vittime. Una donna di 82 anni è la prima vittima del coronavirus a New York.

In Spagna la situazione è critica: sono 189 i decessi e oltre 6.000 i contagi. Il governo spagnolo ha proibito tutti gli spostamenti che non siano dettati da cause di forza maggiore ma è consentito andare al lavoro e rifornirsi di beni alimentari. La Spagna è il secondo Paese in Europa ad aver il più alto numero di contagiati. “È il momento della responsabilità e della disciplina sociale”, ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez.

I contagi in Francia hanno raggiunto nelle ultime 24 ore quota 4.500, con un aumento di 839 casi in 24 ore. I decessi sono aumentati di 12, e sono arrivati a quota 91. Pertanto la Francia ha deciso di chiudere tutti i luoghi pubblici “non indispensabili”, fra i quali ristoranti, bar, luoghi di culto.

Un neonato è stato trovato positivo al test del coronavirus in un ospedale di Londra. Si tratta del più giovane contagiato in Gran Bretagna. Lo riporta il Guardian. La madre era stata contagiata dal Covid-19.  Sono casi rari e accompagnati ancora da molti punti interrogativi, a partire dalla possibile via di trasmissione.

In Gran Bretagna i dati ufficiali hanno fatto salire a 1.140 i casi accertati, 342 in più di ieri. Mentre i decessi censiti sono passati da 11 a 21 e i test hanno avuto un’impennata superando quota 36.000: oltre 4.600 in un giorno.

Ma comunque una svolta parziale, tenuto conto che ad oggi non risulta alcun ordine di chiusura di scuole o università, ad esempio, a dispetto del fatto che alcune istituzioni abbiano deciso lo stop per conto loro, che la Premier League calcistica abbia già sospeso il campionato e che – almeno da ieri sera – pure numerosi pub e ristoranti si siano spontaneamente svuotati.

Il Canton Ticino ha annunciato l’intensificazione delle misure mentre l’esercito è pronto a scendere in campo in aiuto degli ospedali. Tutti i ristoranti, i bar e i negozi, ad eccezione di farmacie e alimentari, saranno chiusi.

Anche la Libia ha dichiarato lo stato di emergenza e ha annunciato la chiusura dei porti e degli aeroporti del Paese a partire da lunedì.

L’Iran annuncia altri 97 morti per la pandemia di coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il numero totale dei decessi finora a 611.

Sono solo 4 i casi di infezioni al coronavirus registrati a Wuhan, capoluogo della provincia dell’Hubei e focolaio della pandemia. Secondo gli aggiornamenti forniti dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese, si tratta del livello più basso da quando da gennaio è iniziata la raccolta dei dati. Per la prima volta, inoltre, i casi importati di infezione hanno superato quelli locali: sugli 11 complessivi di ieri, oltre ai 4 di Wuhan, gli altri 7 sono ‘contagi di ritorno’, di cui 4 a Shanghai, due nel Gansu e uno a Pechino.

Più in generale la Cina ha avuto venerdì 11 nuovi casi di coronavirus e 13 morti, tutti nell’Hubei, la provincia epicentro dell’epidemia. Secondo gli ultimi aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale, ci sono stati anche 17 nuovi casi sospetti, 1.430 persone dimesse dagli ospedali e un calo di pazienti in condizioni critiche di 410 unità, a 3.610. Il totale delle infezioni si è attestato a 80.824, comprensivo di 12.094 pazienti ancora sotto trattamento medico, 65.541 guariti e 3.189 decessi. La percentuale di guarigione è salita all’81%.

Nella speranza di limitare il contagio di coronavirus il governo marocchino chiude tutte le frontiere per evitare l’ingresso di stranieri e isolare i marocchini. Ceuta e Melilla, le enclave spagnole in Marocco sono completamente isolate. Il porto di Tanger-Med, il più grande d’Africa, ha chiuso il terminal per i passeggeri.

Ansa

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