Don Livio Greppi, salesiano e prete operaio, ha compiuto 94 anni

Don Livio Greppi, salesiano e prete operaio, ha compiuto 94 anni

COMPLEANNO  La comunità salesiana ha festeggiato mercoledì 25 marzo don Livio Greppi, 94 anni, decano non solo dei Salesiani braidesi, ma anche del clero cittadino. Lucido e attivo, celebra non solo nella chiesa dei Salesiani, ma anche a Bandito qualche volta. Inoltre è a servizio della comunità della frazione Riva da più di mezzo secolo. Racconta don Greppi: «Ero arrivato nella comunità salesiana di Bra il 1° settembre 1967. Dopo pochi giorni giunse dal direttore il pievano di Sant’Andrea, che gli chiedeva un prete da destinare alla cappellania di San Lorenzo, alla Riva. L’ispettore salesiano mandò me. Da allora, sono ancora qui».

Originario di Sali Vercellese, appena nato è affidato alle cure della sorella Rita e di una zia; in casa c’erano già quattro figli. Le sorelle vengono mandate a studiare dalle suore Salesiane di Casale Monferrato, mentre i due fratelli vanno a Lanzo Torinese. Anche Livio va a studiare a Lanzo. La casa salesiana gli piace. Può giocare a pallone e fra i superiori incontra don Giovanni Vallino, il giovane che resse il sacchetto delle nocciole moltiplicate da don Bosco il 3 gennaio 1886. In Livio nasce il desiderio di diventare salesiano. Finito il ginnasio a Lanzo, va a Monte Oliveto per il noviziato, svolto durante la Seconda guerra mondiale. A 18 anni inizia la carriera di insegnante. Ordinato prete nell’estate del 1952, continua la sua opera in Casa madre finché viene trasferito a Bra. Anche qui si dedica all’insegnamento nella scuola media e nell’istituto professionale. Visto che molti allievi, finiti gli studi, vanno in fabbrica, chiede di poter condividere l’esperienza e diventa prete operaio. Nel 1973 inizia a lavorare alla fonderia Bongiovanni di Fossano. Ricorda: «Subito non si accorsero che ero un prete. Quando lo scoprirono, i compagni mi chiesero di aiutarli a migliorare la loro condizione».

Ma don Greppi è anche uno studioso e a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta crea a Bra il centro studi Don Primo Mazzolari e qui raccoglie un gruppo che approfondisce il pensiero del sacerdote, scrittore e partigiano, vissuto tra il 1890 e il 1959. Conosciuto come il parroco di Bozzolo, fu una delle più significative figure del cattolicesimo italiano nella prima metà del Novecento. Il suo pensiero anticipò alcune delle istanze teologiche e pastorali del concilio Vaticano II (in particolare relativamente alla Chiesa dei poveri, alla libertà religiosa, al dialogo coi lontani).

Ad multos annos don Livio! Auguri e grazie per l’infaticabile lavoro per la Chiesa, per i giovani e per la gente.

Lino Ferrero

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