Duecento in piazza a Torino, città è ancora razzista

Tra loro ex combattenti italiani contro l'Isis in Siria

Duecento in piazza a Torino, città è ancora razzista
Partecipanti alla manifestazione contro il razzismo in piazza Castello, Torino, 27 giugno 2020 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

TORINO «Mica siamo in Africa», «Parli bene l’italiano hai pure l’accento». Sono alcuni degli stereotipi razzisti comparsi sui cartelli portati dai circa 200 manifestanti che si sono ritrovati in piazza Castello, a Torino, questo pomeriggio al grido di ‘Black Lives Matter’.

C’erano sono anche alcuni ex combattenti Italiani in Siria contro l’Isis. Tra le altre cose, spiegano in una nota, contestano «la decisione del Pd di bloccare l’intitolazione dei giardini torinesi di via Revello ai caduti delle Forze siriane democratiche curdo-arabe nella guerra contro l’Isis».

Oltre a loro, presenti anche alcuni braccianti di Saluzzo, lavoratori stagionali per la raccolta della frutta.

(Ansa)

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