Alba non si ricandida per le Spighe verdi: fatto gravissimo per l’opposizione

Monforte è Spiga verde grazie alla cura dedicata all’ambiente e al territorio

ALBA «Un fatto gravissimo, un’occasione persa per nostra città e per uno dei suoi comparti più importanti». Così il consigliere del Pd Claudio Tibaldi, durante il consiglio comunale del 31 luglio, si è espresso a proposito della non candidatura di Alba all’edizione 2020 del prestigioso riconoscimento Spighe verdi, la Bandiera blu delle aree rurali.

A causa della non candidatura, Alba non è entrata tra le città italiane campionesse di sostenibilità ambientale, dallo sviluppo di produzioni agricole virtuose all’uso corretto del suolo,  dalla valorizzazione delle aree naturalistiche alla gestione dei rifiuti. Nel 2017, anno della prima candidatura, Alba è stata l’unica città piemontese a ottenere il riconoscimento, confermato anche nel 2018 e nel 2019.

Alla domanda di Tibaldi sul motivo dell’esclusione di quest’anno, che ha visto per la prima volta l’ingresso di Monforte – per il Piemonte, confermate anche Santo Stefano Belbo, Canelli, Pralormo e Volpedo – ha risposto l’assessore all’ambiente Marco Marcarino: «Per ottenere il marchio, il Comune doveva presentare la sua candidatura, che quest’anno non è stata inoltrata per motivi legati all’emergenza sanitaria. Confermiamo che il prossimo anno presenteremo nuovamente la nostra candidatura».

Una risposta che non ha soddisfatto Tibaldi: «Apprezzo la sincerità, ma anche le altre città italiane sono state interessate dal coronavirus. A causa della non candidatura, oltre a essere uscita da un importante circuito internazionale, Alba ha rinunciato a un prezioso impatto mediatico: la nostra città è capitale di un territorio che spicca a livello nazionale, ma siamo stati retrocessi a causa di questo comportamento, che  è indice di mancata lungimiranza, dal momento che danneggia tutte le realtà che operano in  ambito agricolo e ambientale».

Francesca Pinaffo

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