Abbattere le liste d’attesa: ci sono i fondi per programmare visite e esami anche al sabato

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Immagine d'archivio

TORINO Trentacinque milioni e 200 mila euro dalla Regione Piemonte alle aziende sanitarie per ridurre le liste d’attesa relative a prestazioni ambulatoriali, di screening oncologici e di ricovero ospedaliero non erogate nel periodo dell’emergenza epidemiologica Covid-19. All’Asl Cn2 spettano 1.704.723 euro.  La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla sanità Luigi Icardi, ha approvato la delibera che recepisce il finanziamento ministeriale previsto e, con i nuovi fondi in arrivo, le Asl e gli ospedali avranno le risorse per distribuire le attività programmabili, sia ambulatoriali che chirurgiche, su tutto l’arco della giornata, indicativamente dalle 8 alle 20, dal lunedì al sabato.

Icardi sottolinea che si tratta di un passaggio fondamentale, fortemente voluto dalle regioni, sul quale la Commissione salute si era già espressa a luglio, su sua sollecitazione.  Le risorse finanziarie sono indispensabili per smaltire le visite arretrate dovute al lockdown e alle difficoltà, anche logistiche, legate all’emergenza Covid-19.

La Regione ha inviato a metà settembre al Ministero della salute il piano operativo per il recupero delle liste d’attesa: ora tocca alle aziende sanitarie predisporre, sulla base delle indicazioni nazionali e regionali, le azioni operative per incrementare le prestazioni e di conseguenza ridurre i tempi.  Tra le misure utilizzabili dalle aziende, l’incremento dell’utilizzo del personale interno, l’ulteriore utilizzo delle strutture ambulatoriali, il reclutamento di personale, attraverso nuove assunzioni, anche a tempo determinato, o attraverso forme di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa, e la possibilità di refertare visite, esami e prestazioni specialistiche per i medici specializzandi.

Il Piano operativo regionale, basato su 5 aree omogenee di programmazione suddivise per territorio (Torino, Torino Ovest, Piemonte Sud-ovest, Piemonte Nordet, Piemonte Sud-est), prevede inoltre azioni sulla domanda (migliore appropriatezza prescrittiva, comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini per diffondere la promozione della salute), sull’offerta (gestione ed integrazione delle agende ambulatoriali, estensione del Cup regionale per la prenotazione delle visite e degli esami) e, infine, la valutazione ed il monitoraggio dei piani operativi di area e aziendali, con l’obiettivo di ridurre a breve le liste d’attesa.

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