Alla Casa della salute di Montà servono più volontari per coprire i servizi

Alla Casa della salute di Montà servono più volontari
Alcuni volontari davanti alla Casa della salute montatese.

MONTÀ Da marzo, quando è iniziata l’emergenza Covid-19, i medici della Casa della salute di Montà ricevono su appuntamento. L’accoglienza dei pazienti è affidata a tre ragazze della Croce rossa montatese e a cittadini volontari. Il loro compito è quello di smistare e incanalare i pazienti per minimizzare i rischi e razionalizzare l’afflusso alla struttura comunale. Mentre le tre giovani della Cri coprono tutte le mattine, i volontari entrano in servizio al pomeriggio. Il coordinamento di questa collaborazione è affidato al Comune e ai medici stessi. «Purtroppo nell’ultimo mese la situazione si è fatta più difficile. Gli accessi sono aumentati e vanno dai 100 ai 150 al giorno e noi siamo troppo pochi. Insieme alle mie due colleghe Elisa Almondo e Simona Valsania, riusciamo a coprire solo tre pomeriggi la settimana lasciandone scoperti due. È un peccato perché si tratta di un’esperienza molto arricchente ma, soprattutto, di un servizio importante e necessario che viene a mancare alla popolazione in un momento particolarmente delicato», spiega Roberto Casetta, tra i primi a offrire il suo aiuto a titolo volontario e gratuito

Prosegue Luigi Aloi, della Croce rossa montatese: «Le prospettive future non sono rosee. Le ragazze del servizio civile termineranno l’esperienza il 30 novembre. Dal primo dicembre non avremo più la copertura mattutina perché il loro contratto non è stato prolungato, e nello stesso tempo, non sono stati ancora assegnati i successori». Continua Aloi: «Non possiamo neppure contribuire più di tanto con i nostri volontari visto che siamo sempre meno. Con l’aumentare della crisi sanitaria lasciamo a casa, per ragioni di sicurezza, quelli di noi che sono più anziani o con patologie che li potrebbero mettere a rischio».

Conclude il sindaco Andrea Cauda: «Il quadro che viene fuori da questa situazione è preoccupante. Il nostro grazie va ai volontari della Croce rossa e a Elisa, Simona e Roberto e agli altri che si sono succeduti nei mesi passati. Il volontariato in questo periodo di emergenza è una grandissima dimostrazione di altruismo, amore per la comunità e voglia di mettersi in gioco. Alla riconoscenza, purtroppo, si contrappone la preoccupazione di non riuscire a garantire ai cittadini servizi sempre sicuri e organizzati. Per questo vorrei lanciare un appello alla popolazione e chiedere a chiunque voglia dare la propria disponibilità di farsi avanti e di lasciare il proprio nominativo negli uffici comunali». Il primo cittadino aggiunge: «La Casa della salute è il primo presidio per la sanità territoriale. La nostra zona ha a disposizione questo importantissimo servizio ed è nostro dovere contribuire come possiamo per mantenerne la piena fruibilità in sicurezza. Oggi più che mai abbiamo bisogno di cittadini che mettano una parte del loro tempo a disposizione dei vicini più in difficoltà».

Andrea Audisio

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