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Aganahuei protagonista al Mef con la mostra evento “A noi importa il tempo che viviamo!”

L’allestimento torinese sabato 4 settembre alle 18 sarà presentato in anteprima al Palazzo Banca d’Alba

Aganahuei protagonista al Mef con la mostra evento “A noi importa il tempo che viviamo!”

 ALBA/CULTURA “A noi importa il tempo che viviamo!” è il titolo della mostra che l’“incubatore” albese di talenti creativi Aganahuei proporrà dal 24 settembre al 24 ottobre ai visitatori del Museo Ettore Fico (MEF) di Torino (via Francesco Cigna 114, tel. 011-853065; https://www.museofico.it/).

L’evento fa parte del ricco programma ispirato alla Cultura d’Impresa di Confindustria Cuneo e sarà in anteprima al palazzo Banca d’Alba, in via Cavour. Il pubblico potrà accede venerdì 10 e sabato 11 dalle 16 alle 19 e domenica 12 settembre, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

Aganahuei protagonista al Mef con la mostra evento “A noi importa il tempo che viviamo!” 1«Aganahuei è di casa ad Alba e a questa bellissima città, Capitale della Cultura d’Impresa, desideriamo donare un’anteprima di alcune opere che saranno allestite nella mostra. Invitiamo gli appassionati d’arte a seguirci al Museo d’arte moderna e contemporanea Ettore Fico», spiega Pietro de Carolis, ad di Aganahuei, «per cogliere appieno lo spirito con cui nasce la nostra installazione. Le opere esprimono il mutamento in atto nel mondo contemporaneo. Nell’Arte Industriale, la “manualità”, che ha da sempre caratterizzato l’opera degli artisti-esecutori-artigiani, lascia spazio alle macchine industriali capaci di elevare in modo esponenziale il profilo qualitativo e quantitativo dell’opera. Nella nostra visione, l’artista torna a essere il progettista, come accadeva nelle botteghe d’arte del Quattrocento».

«Si tratta di una rinascita», continua de Carolis, «in sintonia con i linguaggi sociali ed estetici del presente, in cui a sostenere la creatività e il talento sono la tecnologia digitale e i materiali che l’industria italiana produce con alti standard qualitativi».

Tutte le fasi operative sono state progettate al computer ed eseguite con processi industriali automatizzati con l’obiettivo di creare l’opera perfetta e renderla disponibile a più persone. Il percorso espositivo si suddividerà in otto linee di “prodotti”: 1 – Solidi, 2 – Defender, 3 – Take-Away, 4 – Audaci 5 – Ali, 6 – Icone, 7 – Minimal, 8 – Modulo.

«Il collettivo Aganahuei», commenta Vittoria Coen, critica d’arte contemporanea di fama internazionale che ha curato la mostra, «si esprime attraverso una serie di tappe che vanno dal progetto al computer alla realizzazione del lavoro con materiali vari. Le “macchine”, gli strumenti della tecnologia, sono i media fondamentali di una operazione che, pur cambiando e crescendo nel tempo, viene sviluppata attraverso un processo creativo insolito, ma molto chiaro. Dopo i futuristi, Lucio Fontana e pochi altri, non eravamo più abituati alle dichiarazioni poetiche, ai “manifesti” che
proclamano intenti e obiettivi, e che non ammettono fraintendimenti. Il gruppo Aganahuei, invece, scrive un manifesto chiaro ed esplicito specchio di una volontà».

Evidenzia Andrea Busto, direttore del MEF: «Chiunque può, con l’“arte prêt-à- porter”, avere un “d’apres” originale a costo contenuto e poterlo realizzare, tramite file, ovunque nel mondo. Aganahuei sa che la componente di design, insita in queste opere, le rende estremamente attuali e appetibili per un pubblico attento alle griffe e ai brand, veri motori propulsori del mercato mondiale. Il marchio di fabbrica è il motivo principale di acquisto di un prodotto, che sia Ikea o Chanel, che sia un poster o un Fontana. Non possiamo ormai disgiungere il manufatto dalla sua origine produttiva, dove il produttore determina non solo l’estetica, ma anche il valore dell’oggetto. Aganahuei riconduce le bandiere sovrapposte di Jasper Johns, i cretti di Burri, la Battaglia di San Romano o le bottiglie di Morandi al mercato globale smettendo esse di essere opere per diventare, oggi, “solo” Aganahuei».

Aganahuei protagonista al Mef con la mostra evento “A noi importa il tempo che viviamo!” 2Giuliana Cirio, direttore generale di Confindustria Cuneo, ricorda come il programma predisposto nell’àmbito di Alba Capitale della Cultura d’Impresa 2021 abbia dato spazio anche a varie espressioni artistiche, aggiungendo: «Siamo orgogliosi di essere al fianco di questa iniziativa di Aganahuei, il cui operato è caratterizzato anche dall’essere sempre “avanti”, dal saper cogliere le nuove opportunità offerte dall’evoluzione sia dei tempi che della tecnologia. Questo è uno dei tanti paralleli fra l’artista e l’imprenditore. Ad esempio l’archetipo dell’homo faber è alla base del
lavoro dell’uno come dell’altro e il bisogno dell’artista di concretizzare attraverso la propria opera ciò che sente, interpretando la realtà, è comparabile allo spirito dell’imprenditore che parte dalle materie prime per creare il prodotto, con amore per il risultato, per la qualità e per la perfezione. Allo stesso modo, sono sovrapponibili l’urgenza del gesto artistico e la necessità dell’imprenditore di non fermarsi, di creare in continuazione. E poi c’è l’attenzione alla bellezza da parte degli artisti che consente a tutti di fare passi avanti, di migliorarsi un po’. L’industria ha bisogno dell’arte per
elevare il suo pensiero, perché il fine è sempre il miglioramento. Non c’è nulla che l’uomo possa fare che abbia senso, se non ci miglioriamo a vicenda».

Conclude Pietro de Carolis: «Tutte le opere sono state realizzate con le stampanti digitali fornite dalla Liyu che hanno garantito un risultato produttivo eccellente. Ringraziamo la Sistemi di Alba per aver creduto e appoggiato questo nuovo progetto di arte industriale e l’associazione “Le Donne del Vino” che offrirà il vernissage
dell’inaugurazione».

La mostra, realizzata con il supporto della Regione Piemonte, della Fondazione CRC e di Banca d’Alba, sarà visitabile presso il Museo Ettore Fico da venerdì 24 settembre a domenica 24 ottobre 2021, il venerdì dalle 14 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 11 alle 19.

Per informazioni: Pietro de Carolis, 335-6937649; Bruno Sacchetto, 347-0536302; biglietteria e prenotazioni, tel. 011-852510.

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