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La Regione aiuta con contributi fino a 40mila euro chi andrà a vivere in alta Langa

Una giornata naturalistica a Bossolasco alla scoperta delle orchidee selvatiche
Il bando include tutti i Comuni dell'alta Langa. Nella foto: Bossolasco.

BANDO  Per ripopolare i Comuni montani la Regione ha promosso un bando che prevede contributi da 10 a 40mila euro per chi intende acquistare o recuperare un immobile in un paese montano per trasferirvi la residenza. Il bando, che stanzia 10 milioni di euro è stato pubblicato sul sito della Regione (https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/residenzialita-montagna ). All’inizio di novembre verrà aperta la piattaforma per le domande, che potranno essere presentate fino a fine dicembre. In Piemonte vengono inclusi nel bando 465 Comuni montani. Nella nostra zona sono presenti tutti i paesi dell’alta Langa e quelli della Langa astigiana.

Per evitare che aderiscano soprattutto i pensionati, il bando (rivolto ai nati a partire dal 1955) prevede un punteggio più alto per i nati dopo il 1980 e per le attività lavorative esercitate in un paese montano oppure in smart working almeno al 50%. Punteggi maggiori andranno anche a chi ha un Isee uguale o inferiore a 20mila euro e almeno un figlio di età uguale o inferiore a dieci anni, oltre a chi voglia realizzare recuperi con soluzioni architettoniche con materiali tipici del paesaggio. È anche previsto che chi aderisce al bando debba impegnarsi a trasferire la propria residenza e dimora abituale per dieci anni nel paese montano. La Regione annuncia anche che il bando non resterà isolato e si aggancerà a un’altra misura prevista in autunno per incentivare la nascita delle cosiddette “botteghe dei servizi”, attraverso contributi per sostenere le attività nei territori montani che offrono servizi alla cittadinanza e per combattere la desertificazione commerciale.

Presentando il bando, il presidente della Regione Alberto Cirio ha parlato di una montagna «che va vista come un grande propulsore di economia, natura, enogastronomia, turismo e di tutto ciò che di meraviglioso ha da offrire», mentre l’assessore alla montagna Fabio Carosso ha definito il piano «una promessa mantenuta e l’offerta di una scelta di vita nuova, un’iniziativa che possa aiutare i giovani a scegliere la montagna per viverci». Parole che si scontrano a volte con problemi concreti, come la carenza di servizi o il divario digitale. Emblematico è il caso di Roddino. Il paese, dopo aver perso il negozio un paio di anni fa, si trova ora con un mercato settimanale ridimensionato e non può neppure fare affidamento sul bando regionale perché, per pochi metri, non rientra tra i centri montani.

Corrado Olocco

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