A Barolo le città del vino eleggono il nuovo presidente

Al castello di Barolo si fa infinito il racconto del vino 2021

BAROLO A Barolo, da venerdì 19 a domenica 21, si daranno appuntamento sindaci, assessori e amministratori delle 460 Città del vino per la convention d’autunno. Si è conclusa la presidenza di Floriano Zambon, che in sei anni ha portato risultati positivi per il territorio, contribuendo, tra l’altro alla nascita della legge nazionale sull’enoturismo, al riconoscimento delle colline patrimonio Unesco del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene e alla nascita del progetto culturale ed enoturistico Città italiana del vino, tenuto a battesimo nel 2021 proprio da Barolo. Durante la convention il coordinamento nazionale eleggerà il nuovo presidente delle Città del vino.

Sabato, alle 15.30, nel tempio dell’enoturista del castello di Barolo è in programma il convegno “La lunga strada del vino italiano verso la tutela della qualità. Il caso delle denominazioni”, organizzato a 30 anni dalla scomparsa di Paolo Desana, ideatore della legge sulle denominazioni. Domenica, alle 9.30, si terrà l’assemblea nazionale, che si aprirà in ricordo di Paolo Benvenuti, storico direttore delle Città del vino, scomparso a gennaio del 2020. Durante l’assemblea sarà annunciata la nomina del nuovo presidente. Barolo passerà poi il testimone al Comune friulano di Duino Aurisina, città italiana del vino 2022. Dichiara il sindaco di Barolo Renata Bianco: «A distanza di un anno, posso affermare con orgoglio che la sfida di Barolo è stata vinta. Non mi riferisco soltanto alle iniziative messe in piedi, che sarà un piacere riproporre e potenziare nel 2022, ma penso soprattutto alla rete di relazioni e scambi che il riconoscimento ha portato con sé, dando nuova linfa al senso di squadra e di comunità. Ogni iniziativa svolta dal Comune di Barolo, è stata fatta con qualcuno, oltre che per qualcuno».

Elisa Pira

 

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