Aci e Automobile club Cuneo si impegnano contro gli incidenti stradali

CUNEO Saranno Massimiliano Rosolino, Antonella Palmisano, Ettore Bassi, Gianni Ippoliti, Linus, Maria Leitner, Gigi Miseferi, Antonio Giovinazzi e Vicky Piria i testimonial della campagna Mi impegno, che l’Aci e l’Automobile Club Cuneo lanciano sui social in occasione della Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada che si celebra domenica 21 novembre.

Salvare migliaia di vite ogni anno, si può: dipende solo da noi. Basta impegnarsi a non guardare il telefono mentre si guida, a non correre, anche se abbiamo fretta, a non guidare se abbiamo bevuto, ad allacciare sempre cinture e seggiolini e a fare sempre attenzione a ciclisti e pedoni.

In provincia di Cuneo, secondo dati Istat al 31 dicembre 2020 (anno con periodi di lockdown), si sono verificati 860 incidenti stradali: 39 persone hanno perso la vita (tra queste 5 pedoni e 2 ciclisti), oltre tre al mese e 1.218 sono rimaste ferite (tra queste 92 pedoni e 84 ciclisti). Nella Granda l’indice di mortalità (morti per 100 incidenti) è risultato del 4,53, il più alto a livello regionale e più che doppio rispetto al valore medio nazionale (pari a 2,02). Un bilancio drammatico e inaccettabile, con costi sociali di oltre 119 milioni di euro l’anno, oltre 200 euro per abitante. E secondo i numeri della Provincia, in questo 2021 i dati relativi ai decessi per incidente stradale sono addirittura peggiorati: sono già 42, infatti, i morti sulle strade del Cuneese, per una media di quasi quattro al mese.

Aci e Automobile club Cuneo lanciano la campagna Mi impegno contro gli incidenti stradali

«La Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada deve farci riflettere sul fatto che una semplice distrazione può farci perdere il bene più grande e prezioso che abbiamo: la vita», ha dichiarato il presidente dell’Automobile club Cuneo, Francesco Revelli. «Non è assurdo perdere o togliere la vita per un messaggino, una foto o un filmato? Rischiare di non arrivare mai, solo per non tardare qualche minuto? Voler guidare a tutti i costi, anche se abbiamo bevuto? Non perdere pochi secondi ad allacciare cinture e seggiolini? Non fare attenzione a utenti fragili come ciclisti e pedoni? La soluzione c’è: siamo noi. Basta una parola: rispetto. Rispetto per noi stessi, per gli altri e per le regole. Io mi impegno. Fatelo anche voi. Una mobilità più sicura, rende più sicura la nostra vita».

La Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada è per Aci un momento importante per far sentire la propria presenza a tutti gli utenti della strada e per sottolineare il ruolo di interlocutore primario in materia di sicurezza stradale. La provincia di Cuneo ancora una volta è tra quelle che registrano annualmente il maggior numero di morti per incidenti stradali: numeri che raccontano un vero disastro, anche sociale, che pare non aver rimedio complici le gravi carenze nell’osservazione del Codice della strada da parte di noi utenti. Ecco perché occorre che le istituzioni facciano la loro parte.

L’Automobile club Cuneo sotto questo punto di vista è in prima linea con una serie di azioni importanti: «Ogni anno, anche grazie alla collaborazione di autorità civili e militari, illustriamo nelle scuole di ogni ordine e grado, sin da quelle dell’infanzia, i vari pericoli che si possono manifestare mentre si è alla guida», dice ancora Revelli.  «Ma non possiamo trascurare il fatto che questi tragici incidenti continuano ad accadere perché le nostre strade peccano in sicurezza. La provincia di Cuneo da questo punto di vista è in credito rispetto allo Stato. Strade statali e provinciali non sono adeguatamente manutenute: occorre un intervento enorme per il rinnovo dei manti stradali. Per mettere in sicurezza l’intera rete stradale della provincia è necessario un programma quinquennale di investimenti per alcune decine di milioni di euro».

Nel celebrare la Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, anche l’Automobile club Cuneo ha deciso di sottoscrivere un manifesto d’impegno per raggiungere entro il 2050 l’obiettivo “vittime zero”.

Revelli conclude: «Quando si guida è importante non guardare il telefono, principale causa di distrazione mentre si è in auto. Ma anche i kit mani libere non danno nessuna garanzia soprattutto se si è distratti, in quanto si allungano i tempi di reazione della frenata. Quanto all’alta velocità, resta un elemento scatenante un incidente. Non bisogna correre, anche se si ha fretta: arrivare qualche minuto prima a un appuntamento non vale il rischio enorme di aver messo a repentaglio la propria vita e quella altrui. Inoltre, prima di mettersi al volante è necessario non bere alcolici. Rivolgo un invito ai giovani: prima di ogni serata designate l’amico che, sobrio, vi riaccompagnerà a casa. Infine, ricordiamoci di allacciare cinture e seggiolini e prestare attenzione a ciclisti e pedoni: la nostra sicurezza e quella dei nostri figli non può essere messa a repentaglio dal dimenticare di fare un gesto semplice quale quello di allacciare una cintura e occorre favorire una sempre maggior mobilità in sicurezza, soprattutto a tutela degli utenti più deboli, anch’essi chiamati però al rispetto delle regole, compresi gli utilizzatori del monopattino».

Il presidente fa anche un appello agli amministratori locali: «Non si può pensare di sfrecciare al doppio del consentito lungo le diverse tipologie di strade. Dove possibile si effettuino più controlli, per attuare una più corretta circolazione e non rischiare di mettere a repentaglio la vita di tutti».

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