Nel Cuneese carenti i centri scolastici dedicati all’infanzia

Quindici milioni ai comuni piemontesi per aiutare le famiglie a pagare nidi e asili
Foto di repertorio

EDUCAZIONE Cosa accade in tempo di pandemia al sistema educativo dell’infanzia? Secondo una ricerca pubblicata a inizio novembre da Ires Piemonte, il perdurare delle difficoltà sociali ed economiche potrebbe sortire effetti sulla qualità dell’offerta pedagogica per i piccoli. I ricercatori spiegano che asili nido e scuole dell’infanzia hanno «diversi obiettivi: promuovere la partecipazione ai servizi educativi ed estendere la copertura territoriale dei servizi nei Comuni».

In provincia di Cuneo si contano 17 asili nido, 34 micronido, 13 sezioni primavera, 69 baby parking e 12 nidi in famiglia: in tutto esistono 145 strutture. La capacità ricettiva complessiva supera di poco i 3mila bambini: rispetto ai due anni precedenti, nella Granda, si registra un miglioramento, i posti disponibili sono aumentati dell’1,3 per cento. Spiegano i ricercatori: «Considerando il forte stress causato dal primo lockdown, nella primavera del 2020, sembra che la rete dei servizi educativi piemontesi abbia retto e mantenuto la capacità ricettiva».

Eppure, secondo gli obiettivi strategici dell’Unione europea, l’offerta per l’infanzia dovrebbe coprire almeno un terzo della popolazione nella fascia di età 0-2 anni, mentre in regione il tasso medio sfiora il 31 per cento. Preoccupante, invece, il livello di copertura in provincia di Cuneo: ci attestiamo al 22,5 per cento, sebbene nel triennio 2013-2016 il forte calo della popolazione in età prescolare abbia elevato il livello dell’offerta piemontese, dal 26 al 29 per cento delle capacità rispetto agli utenti.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia – quindi i bambini dai 3 ai 6 anni – nel Cuneese si contano 272 sedi, per un totale di oltre 15mila iscritti e 700 sezioni. Il 17 per cento degli alunni non ha la cittadinanza italiana e, rispetto all’anno precedente, si registra un meno 2,5 per cento degli iscritti complessivi. Tornando al Piemonte l’indicatore ha subito un crollo di oltre sei punti. Nel 2020-21 il calo è stato ancora più ampio: mancano all’appello 6mila bambini, con un calo del 6,2 per cento. I numeri hanno subito un decremento doppio rispetto a quello registrato negli anni precedenti.

v.mo

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