Due donne ci indicano come vivere il Natale

PENSIERO PER DOMENICA – QUARTA DI AVVENTO – 19 DICEMBRE

Le letture della Messa sono un invito a dare profondità alla nostra riflessione, per completare la nostra preparazione al Natale. Ci concentriamo sul Vangelo (Lc 1,39-45) che ci suggerisce come preparare il Natale con Maria, meditando sull’ultimo episodio della sua vita prima della nascita di Gesù: la visita a Elisabetta. Questa visita avviene nel segno della speranza, accesa nelle due donne dalla maternità inattesa.

Due donne ci indicano come vivere il Natale
Visita di Maria a Elisabetta, miniatura fiamminga del XV secolo. Biblioteca nazionale di Napoli.

Il viaggio di Maria per incontrare la cugina non fu certo agevole. Dovette percorrere una distanza di circa 150 chilometri: è ipotizzabile che non l’abbia fatto da sola, ma che sia stata accompagnata da Giuseppe che però rimane nell’ombra, come l’altro padre, Zaccaria. Al centro della scena ci sono le donne, che si capiscono subito. Il saluto di Elisabetta coglie la grandezza di Maria: «Beata te che hai creduto». Ci sono molti tipi di saluto. Quello scelto da Maria ed Elisabetta è un saluto di pace, finalizzato all’incontro profondo tra le persone. Le due future madri, colme di gioia perché credono che Dio abbia agito in loro, si contagiano a vicenda, sottolineando il positivo della loro situazione. Spesso in noi e nelle persone attorno a noi c’è un eccesso di pessimismo, la tendenza a lamentarsi di tutto e di tutti. In realtà è il nostro sguardo che decide cosa mettere in evidenza: il positivo o il negativo degli eventi. Il Natale è uno sguardo positivo sulla realtà.

L’incontro tra le due future mamme, che coinvolge misteriosamente anche i figli che stanno crescendo in loro, è per entrambe principio di rassicurazione e di forza. Tutti conosciamo l’importanza di trovare, in certi momenti della vita, una persona con cui parlare cuore a cuore. La comunione tra le persone poi ha bisogno anche di tempo: Maria si ferma a casa di Elisabetta tre mesi. Oggi più di allora è difficile riuscire a parlare di quello che abbiamo dentro: alla radice della crisi non ci sono solo problemi economici, ma anche tanta solitudine. Il Natale è la festa degli incontri.

Il ruolo di guida di Maria. Fa da guida perché è benedetta: riconosce l’intervento di Dio nella sua vita. Fare Natale è lasciare che Dio entri e agisca nella nostra vita. Fa da guida come donna di fede. Credere è rispondere al dono di Dio: questo ci dà forza e ci rende più felici. Fa da guida come donna di preghiera. Sentendo le parole di Elisabetta il pensiero corre immediatamente all’Ave Maria, in cui si concentrano le parole dell’angelo e di Elisabetta. La preghiera non esaurisce la nostra preparazione al Natale, ma certo ne è una componente essenziale.

Lidia e Battista Galvagno

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