Oh per Bach, Paolo Paglia torna sul grande maestro del barocco

Sabato, a Guarene, lo Stabat Mater del maestro Paolo Paglia

DIVULGAZIONE Johann Sebastian Bach è il protagonista del nuovo libro di Paolo Paglia, che all’instancabile attività di compositore, insegnante e animatore della scena culturale albese affianca da sempre il lavoro di ricerca e divulgazione. Per parlare del maestro tedesco del tardo barocco, vissuto tra il 1685 e il 1750, Paglia ha scelto un titolo accattivante, Oh per Bach, edito da Algra. «È un modo per sdrammatizzare e togliere un po’ di polvere dal personaggio», spiega. «Da sempre Bach rientra nel mio ambito di ricerca e, su di lui, ho tenuto varie conferenze. Il volume, 164 pagine, è frutto di tre anni di lavoro. Non viene detto nulla di nuovo ma, forse, riporta tutto ciò che, con grande fatica, troveresti su enciclopedie e siti. Gli argomenti sono trattati sia in chiave ironica, sia in modo più serio: lo scopo è sempre la divulgazione». Come si legge nell’introduzione, Oh per Bach è «un semplice bignamino che vuole accompagnare in un viaggio svagato e un po’ divagante attraverso la storia, la filosofia e la musica».

Oh per Bach, Paolo Paglia torna sul grande maestro del barocco
Johann Sebastian Bach

C’è spazio anche per gli aneddoti. Nell’introduzione, il maestro racconta: «È uno degli ultimi giorni di scuola e dalle vetrate della chiesa dove ho portato i miei studenti per il concerto filtra un sole abbacinante, carico di promesse estive. Anche il mio canonico “Shhhhh!” che faccio con il dito puntato sul naso per riportare la calma, non frena il chiacchiericcio. Insomma, nella lotta per avere un po’ di attenzione oggi Bach parte decisamente in svantaggio». Ma dopo l’arrivo della giovane organista e le prime note dell’incipit della Toccata e fuga, «la musica colma ogni porzione della chiesa e gli ultimi cicalecci scolastici si spengono in un ottundimento da stupore: i miei amati studenti sono stati zittiti dallo “Shhhh!” più clamoroso della storia».

Si parla del vero volto di Bach, si narra del rapporto tra il musicista e le Sacre Scritture e del legame con i numeri. «Anche il nome di Bach sembra sottoporsi alle leggi della numerologia e ai numeri cabalistici si aggiungono quelli derivati dal nome del compositore». E i numeri possono servire anche a fornire statistiche sull’opera: servirebbero 200 Cd per contenerla tutta e nove giorni per ascoltarla.

Il libro include un capitolo su Bach e Spinoza, scritto con Daniela Gonella, oltre a paralleli tra il compositore e il pittore fiammingo Rubens e Athanasius Kircher, uno dei rappresentanti dell’enciclopedismo seicentesco. Un Breve dizionarietto sulle figure della retorica musicale completa un volume in grado di arricchire.  

Davide Barile

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