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Neonato nel cassonetto: l’uomo che l’ha soccorso, «lo adotterei»

«Non avrei problemi a riconoscerlo come mio figlio»

Neonato nel cassonetto: l'uomo che l'ha soccorso, «lo adotterei»
foto scaricata da sito ANSA

VILLANOVA CANAVESE Ha superato senza complicazioni la notte il neonato ritrovato ieri sera in un bidone dell’immondizia a Villanova Canavese, nel Torinese, dentro un sacchetto di plastica con placenta e cordone ombelicale ancora attaccati.

I medici dell’ospedale di Ciriè, che l’hanno preso in cura dopo l’intervento dei carabinieri e del personale del 118, lo hanno chiamato Lorenzo. Le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni. Intanto proseguono gli accertamenti dei carabinieri della compagnia di Venaria Reale, coordinati dalla procura di Ivrea, per ricostruire l’accaduto.

Lo staff di Adalberto Brach del Prever, il direttore della pediatria dell’ospedale di Ciriè (Torino), ha preso in cura il neonato. «Fortunatamente dal suo abbandono al ritrovamento non è passato molto tempo, ma è arrivato in ospedale in ipotermia – spiega il primario – quindi dal suo arrivo è tenuto in incubatrice per motivi di sicurezza, ma è in buone condizioni di salute”. “Pesa più di tre chilogrammi – aggiunge – e al momento non emergono particolari problematiche”. Brach del Prever ricorda infine che “in tutti gli ospedali è possibile partorire in anonimato», come conferma la carta dei servizi dell’Asl To4, l’Azienda sanitaria locale dell’area.

«Abbiamo chiamato l’ospedale perché volevamo andarlo a trovare, ma per il momento non hanno saputo dirci niente. Comunque non vogliamo essere invasivi, perché ci vuole molto rispetto per il bimbo dopo quello che è successo. Per fortuna ci hanno detto che sta bene ed è molto bello. Se avessi l’opportunità di adottarlo lo adotterei subito».  Le parole sono di Paolo Secondo Laforet, l’uomo che ha chiamato i soccorsi per un neonato trovato in un cassonetto a Villanova Canavese (Torino).

«L’ho già fatto presente anche ai carabinieri – ha aggiunto l’uomo sulla proposta di adottare il piccolo – e non avrei problemi a riconoscerlo come mio figlio. Sarebbe bello, ma so che è una prassi lunga e tutt’altro che semplice, però noi siamo disponibili. Siamo sinti piemontesi – spiega -. Una famiglia numerosa, perché noi alla famiglia ci teniamo moltissimo. Per noi la prima cosa sono i nostri bambini, la moglie e la famiglia. Siamo molto legati tra di noi e chi entra nella nostra famiglia ne diventa parte integrante. Per questo il bimbo lo sentiamo molto vicino a noi».

Ansa

Segui il link della video-testimonianza di Paolo Laforet, l’uomo che ha ritrovato il neonato

https://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2024/01/14/neonato-nel-cassonetto-siamo-disponibili-a-prenderlo-e-a-crescerlo_0124e57a-f7b5-4020-8c9f-491e8b7ad1be.html

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