Giovane di Vezza d’Alba muore sul volo da Torino a Lamezia, la Procura apre l’inchiesta

Giovane di Vezza muore sul volo da Torino a Lamezia, la Procura apre l'inchiesta

TORINO La Procura di Torino ha aperto un fascicolo sulla morte di Giuseppe Stilo, 33 anni che viveva a Vezza d’Alba e lavorava alla Ferrero. L’indagine riguarda il malore che lo ha colpito sul volo decollato poco dopo le 11 di mercoledì 17 aprile da Torino e diretto a Lamezia Terme.

Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato ma i magistrati hanno disposto l’autopsia.

A fornire una dettagliata ricostruzione è l’Asl Torino4 in una nota in cui precisa che subito dopo il malore il pilota aveva fatto ritorno allo scalo torinese con procedura di emergenza mentre, a bordo del velivolo due medici, passeggeri del volo, hanno cominciato le manovre di rianimazione cardio polmonare coadiuvati dal personale di bordo, che ha messo a disposizione il defibrillatore semi automatico  presente sull’aereo.

Prima dell’atterraggio i medici, oltre che eseguire le suddette manovre, hanno erogato due scariche con il defibrillatore che in maniera automatica identifica quei ritmi di arresto che sono suscettibili di una terapia per riportare il cuore a un ritmo  normale.

Nel frattempo il personale sanitario in servizio al pronto soccorso aeroportuale si preparava in pista a prestare soccorsi al paziente. La centrale operativa 118, allertata sulla situazione, provvedeva a inviare l’ambulanza di base di Borgaro Torinese, seguita dal mezzo con medico e infermiere con sede a Venaria.

All’arrivo dell’aereo il medico in servizio presso l’aeroporto saliva immediatamente a bordo e provvedeva a erogare la terza scarica con il Dae e a somministrare dell’adrenalina; dopo la terza scarica il Dae non ha dato più indicazioni sull’uso della terapia elettrica.

L’ambulanza di Borgaro arrivava al varco indicato e veniva indirizzata verso l’aeromobile; i due volontari, una volta saliti a bordo, hanno aiutato i sanitari che già prestavano soccorso nel continuare le manovre rianimatorie e contestualmente a trasportare il paziente sull’ambulift dove, dopo alcuni minuti giungeva anche l’ambulanza con il medico del 118 che purtroppo, considerata la situazione non ha potuto che constatarne il decesso.

La prima ambulanza con i volontari era attesa al varco e ha impiegato circa 2 minuti per accedere al sedime aeroportuale (nel frattempo il paziente aveva tre medici con defibrillatore e adrenalina che lo stavano assistendo) mentre la medicalizzata del 118 è entrata immediatamente.

Dal servizio sanitario precisano che sono prive di fondamento le notizie che riportano un ritardato soccorso a causa di blocchi al varco dell’aeroporto e l’Asl To4 coglie l’occasione per sottolineare come la sinergia tra i medici presenti a bordo, gli assistenti di volo, i sanitari in servizio presso l’aeroporto e il 118 abbiano dato al paziente tutte le possibilità che aveva di uscire da quella drammatica situazione.

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