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Crisi Egea: ripercorri con noi tutte le tappe

Oggi, venerdì 27 ottobre, dovrebbe arrivare la proposta perfezionata da parte di Thaleia, in corsa contro Iren

La Procura di Asti conferma: nel caso Egea sono quattro gli indagati 2
Egea

Tutta la vicenda Egea: scorri la pagina verso il basso per gli ultimi aggiornamenti

ALBA Una riunione partecipata mercoledì scorso, per la prima volta, ha permesso ai sindaci del territorio di capire meglio la situazione di Egea, nei giorni che in teoria dovrebbero portare alla scelta finale del nuovo socio di maggioranza dell’azienda, alle prese con una grave crisi finanziaria.

Oggi, venerdì 27 ottobre, dovrebbe arrivare la proposta perfezionata da parte di Thaleia, in corsa contro Iren. Nessun dettaglio, come anticipato, sulle offerte, visto che la procedura è in corso. In ogni caso, il prossimo Consiglio di gestione dovrebbe essere convocato entro fine mese, probabilmente già il 31 ottobre.

I sindaci, comunque, rimangono fedeli al basso profilo mantenuto fino a oggi. Ma facciamo un passo indietro e ricapitoliamo i capitoli della lunga vicenda legata alla multiservizi albese.

Un assetto privato-pubblico in cui il privato domina

Pierpaolo Carini, amministratore delegato di Egea.
Pierpaolo Carini, amministratore delegato di Egea.

Prima di inoltrarci in date e fatti, come è strutturata Egea? Chi sono i proprietari? La caratteristica principale del gruppo è la struttura duale, cioè privata e pubblica. Il privato ha in realtà una quota preponderante, pari al 90 per cento delle quote, di cui quasi il 56,3 per cento spettano a una sola persona: Pierpaolo Carini, amministratore delegato di Egea, figlio del fondatore dell’azienda, Emanuele, l’imprenditore che ebbe l’intuizione di investire nel mercato energetico ad Alba.

Le parti restanti, decisamente minoritarie ma comunque incisive nell’assetto generale, spettano al pubblico: il Comune di Alba detiene poco più del 5 per cento delle quote ed è l’ente pubblico con la partecipazione maggiore, oltre a essere il secondo azionista dopo Carini. Per quanto riguarda gli altri Comuni, si tratta di quote molto ridotte, pochi centesimi percentuali, ma che in totale permettono al pubblico di raggiungere l’8,2  per cento.

Crisi Egea: tutte le tappe della vicenda
La suddivisione degli azionisti Egea riportata nel bilancio consolidato 2021 della Spa

Un consiglio di sorveglianza come garanzia

Giuseppe Rossetto con Pierpaolo Carini
Giuseppe Rossetto con Pierpaolo Carini

A livello societario, la multiservizi è strutturata in questo modo: Egea spa è la capogruppo, a cui fanno riferimento 40 diverse società, di cui 26 consolidate. Sono circa 1.800 i dipendenti, con sedi in diverse regioni.  Il legame con il pubblico è garantito, secondo lo statuto, dalla presenza di un Consiglio di sorveglianza, il cui presidente viene nominato dal Comune di Alba: il compito dell’ente è approvare il bilancio di esercizio e il bilancio consolidato, oltre a nominare e revocare i componenti del consiglio di gestione e in generale vigilare sull’osservanza della legge, dello statuto e sui principi di corretta amministrazione.

Ogni anno, poi, viene convocata l’assemblea di tutti i soci, chiamati a ratificare il bilancio dell’anno precedente. Il presidente del Consiglio di sorveglianza in carica, su nomina della Giunta Bo, è Giuseppe Rossetto, ex sindaco albese. Prima di lui, l’incarico è stato svolto da Olindo Cervella.

Le date e i fatti di una crisi marzo 2022: Marello sgancia una bomba

Il primo, in tempi non sospetti, a sollevare dubbi sullo stato di salute di Egea è  un altro ex sindaco albese: Maurizio Marello, ora consigliere regionale per il Pd. Come un fulmine a ciel sereno, dal nulla parla della cessione di Egea commerciale alla torinese Iren, proprio per fare fronte ad una crisi. «Per le vie di Torino si vocifera che il colosso Iren abbia preso il ramo di azienda di Egea commerciale (luce e gas), quello più redditizio, con la garanzia delle società che gestiscono i servizi ambientali (Stirano compresa)», scrive Marello. Dal canto suo, l’azienda risponde subito con una nota stringata ma perentoria:  «Egea non ha venduto alcun asset né in forma societaria né in forma di ramo d’azienda a chicchessia e, ad oggi, non sono previste riunioni degli organi deliberanti aventi all’ordine del giorno tali dismissioni».

Maurizio Marello
Maurizio Marello

Maggio 2022: le rassicurazioni di Egea

Dopo una certa attesa, ad Alba viene convocata la prima seduta della terza commissione consiliare sul tema. A intervenire sono Giuseppe Rossetto, Valter Bruno, direttore amministrazione, finanza e controllo, e Sebastiano Contegiacomo, responsabile dei rapporti istituzionali.

In quel frangente, il presidente del Consiglio di sorveglianza parla di «uno dei bilanci migliori di sempre»: tra il 2020 e il 2021, viene illustrata la crescita del valore della produzione da 927 milioni di euro a 1miliardo e mezzo di euro. Venne sottolineato anche l’incremento dell’Ebitda, il reddito basato solo sulla sua gestione operativa, senza contare interessi, imposte e ammortamenti: anche questo raddoppiato, da 37milioni di euro a 65milioni.

«In questo caso, il merito va soprattutto alla scommessa di Egea di puntare sull’efficientamento energetico, grazie al Bonus 110 per cento», si spiega.

Si parla anche di una ricaduta positiva sull’utile netto, passato da 6 milioni di euro a 16 milioni. Ma dall’altro lato la crisi energetica e i super prezzi hanno lasciato una serie di ombre: Rossetto si riferisce «Una certa tensione finanziaria», dovuta al fatto che Egea di fatto compra energia dai grandi produttori, con scadenze sempre più strette e problemi di liquidità. Si ipotizza l’ingresso di un partner commerciale, interessato a investire: sempre e solo con riferimento a Egea commerciale e non alla capogruppo, si rassicura, a differenza di come in seguito sono andate le cose.

Novembre 2022: il caos bollette

Archiviate per qualche mese le problematiche finanziare di Egea, l’associazione Comuneroero, dalle pagine di Gazzetta d’Alba, solleva altre questioni: nella confusione tra mercato libero e mercato tutelato, a partire dalle segnalazioni di alcuni utenti, si parla di lettere inviate dall’azienda ai clienti durante l’estate, nella quale in sostanza si prospetta il cambio unilaterale delle condizioni di fornitura: «Si portano automaticamente nel libero i clienti che erano tutelati. E, a quelli che erano già usciti dalla tutela, si comunica l’applicazione di condizioni peggiorative», dice l’associazione.

Marzo 2023: Egea svela le carte

A un anno dalle prime voci di crisi, sulle pagine economiche dei principali giornali nazionali vengono pubblicati articoli allarmistici sui maxi debiti di Egea.  L’opposizione  di Uniti per Alba chiede una riunione della terza commissione: Egea si presenta, a con toni decisamente diversi rispetto alla prima volta.

Assente l’Ad Carini, mai intervenuto pubblicamente sulla questione: presente ancora una volta Rossetto, con Marco Meo, dal maggio precedente amministratore delegato di Egea commerciale. Quest’ultimo parla di «un’operazione di risanamento», a partire da un primo finanziamento da 70milioni di euro con procedura semplificata, ottenuto da un pool di banche, tra cui ci sarebbe anche Banca d’Alba.

«Al contempo, abbiamo iniziato a ragionare su un’operazione straordinaria: concludere una partnership industriale con un solido soggetto del ramo energetico, produttore di energia, per consolidare il ruolo di Egea sul mercato. In questo momento, abbiamo avviato un confronto con A2a, il cui ingresso sarebbe un valore aggiunto».

Tradotto: A2a è candidata a diventare azionista del gruppo e non della sola Egea commerciale Srl. «La quota dell’azionariato verrà valutata nella due diligence, ma non escludiamo la maggioranza. Come tempistiche, ci auguriamo di terminare il tutto per giugno o luglio», si disse allora.

Crisi Egea: tutte le tappe della vicenda 1
L’assetto del gruppo Egea illustrato nel bilancio consolidato 2021

Marzo 2023: l’esclusiva con A2a

L’azienda lombarda, una delle più floride del mercato energetico italiano, formalizza un’offerta non vincolante per entrare nel capitale sociale di Egea, per una quota pari al 50,1 per cento. La strada proposta è quella di un aumento di capitale, a fronte di un valore del gruppo stimato tra 560 e 650 milioni di euro.

La trattativa viene presentata come un’esclusiva, con una durata pari al periodo della due diligence, cioè la fase di valutazione dei bilanci, dei conti e di tutti i dati  che riguardano l’operazione, iniziata nei giorni scorsi. In caso di esito positivo, l’offerta definitiva dovrebbe pervenire entro il 15 maggio.

Maggio 2023: il nulla di fatto e l’ingresso di Iren

Alla scadenza della prima fase, viene fissata una nuova data: il 12 giugno 2023.  A chiedere di prolungare per un mese l’analisi è proprio A2a, probabilmente con l’intenzione di vedere vederci più a fondo. Egea accetta la proposta, a condizione di far venire meno l’esclusiva: si apre così una procedura competitiva vera e propria, che consente  l’accesso ad altri soggetti interessanti ad acquisire la maggioranza assoluta delle quote.

Torna così in gioco ufficialmente di Iren, che ha mai nascosto il suo interesse ad approdare ad Alba e che secondo molti ha continuato a muoversi sotto traccia. Dopo l’invito ufficiale a partecipare alla due diligence, Iren ha confermato anche al nostro giornale l’interesse e l’intenzione a valutare la situazione, per arrivare a formulare un’eventuale offerta.

14 giugno 2023: il controllo della Guardia di finanza

Gli accertamenti della Guardia di finanza di mercoledì 14 giugno, svolti su disposizione della Procura di Asti, hanno portato all’acquisizione di documenti contabili relativi agli anni che vanno dal 2017 al 2021.  A intervenire sono state le Fiamme gialli di Torino e sarebbero quattro le persone indagate .

Egea affida a una nota stampa una dichiarazione. «In ordine alle odierne notizie di stampa relative alla richiesta di acquisizione di documentazione da parte della Guarda di finanza di Torino, Egea Spa, in persona del presidente Pierpaolo Carini comunica di aver collaborato e pienamente soddisfatto tale richiesta nella massima trasparenza, mettendosi serenamente a disposizione per qualsivoglia ulteriore richiesta di informazioni».

15 giugno 2023: indagini partite da segnalazioni anonime

La procura di Asti è al lavoro sul materiale acquisito nel corso della perquisizione avvenuta ieri nella sede albese di Egea. Al momento trapelano poche indicazioni riguardo le indagini che sarebbero partite anche da segnalazioni anonime, seppure molto dettagliate, riguardo reati di false comunicazioni e falso in bilancio nel periodo che va dal 2017 al 2021. Sarebbero quattro le persone iscritte nel registro degli indagati.

15 giugno 2023: A2a rinuncia

Dopo l’uscita di scena di A2a, che «non ha ravvisato le condizioni per presentare alcuna offerta rispetto alla possibile acquisizione di una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale di Egea», si resta in attesa della decisione di Iren, che ha partecipato alla due diligence dell’ultimo mese: alle 16 di oggi era prevista la scadenza per presentare eventuali offerte. Si parla anche di un terzo soggetto interessato alla multiutility albese, almeno fino a ieri: un fondo americano presente con investimenti importanti in Italia.

15 giugno 2023: La conferma della Procura, gli indagati sono quattro

Nel giorno in cui la A2a rinuncia a presentare un’offerta per l’acquisizione della maggioranza di Egea, una nota firmata dal procuratore della Repubblica di Asti, Biagio Mazzeo, conferma l’inchiesta sulla multiutility di Alba  nella quale ci sono 4 indagati, con l’ipotesi di reato di false comunicazioni sociali.

Nell’ambito dell’indagine coordinata dalla procura di Asti, ieri – spiega la nota – «i militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Torino hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale, locale, informatica, e a sequestro nella sede legale e amministrativa di Egea, holding societaria operante nei settori dell’energia e dell’ambiente».

Sempre il 14 giugno è stata notificata un’informazione di garanzia nei confronti di 4 indagati per false comunicazioni sociali. La documentazione contabile e societaria acquisita, anche su supporti informatici – conclude la nota del procuratore Mazzeo – «è al momento al vaglio degli inquirenti».

Da tempo Egea soffre una crisi di liquidità e la vendita della maggioranza era considerata l’unica via di uscita per salvare la multiutility, fondata nel 1956 con il nome di Esercizio gas e affini e cresciuta nel tempo arrivando a erogare 28 tipi di servizi differenti e a raggiungere un fatturato annuo del gruppo superiore al miliardo di euro.

15 giugno: Arriva l’offerta di Iren per alcune attività di Egea

Il gruppo Iren ha formulato giovedì 15 giugno un’offerta non vincolante, in assenza di esclusiva, per alcune attività della multiutility Egea.

L’offerta, previo completamento della due diligence – spiega Iren in una nota – prevederebbe il rafforzamento della società sotto il profilo finanziario e industriale, salvaguardando i livelli occupazionali e valorizzando anche il possibile coinvolgimento finanziario degli istituti bancari creditori della multiutility albese.

L’operazione proposta, che comporterebbe un’esposizione finanziaria contenuta per Iren sottolinea l’azienda – è stata definita in modo da permettere la piena conferma della guidance 2023 del Gruppo così come già comunicato ai mercati e nel rispetto dei target previsti dal Piano industriale al 2030.

16 giugno: Il giorno dopo il salvataggio di Egea

Come la stessa Egea ha ufficializzato nel tardo pomeriggio del 15 giugno, al termine del tempo utile per presentare le offerte da parte dei soggetti che avevano partecipato alla due diligence, sono due ad essersi fatti avanti: la torinese Iren e il fondo Davidson Kempner European Partners Llp. Si è invece ritirata la lombarda A2A, colosso dell’energia, che nelle prime fasi sembrava essere fortemente interessata ad entrare nel mercato glocal dell’azienda albese: già la richiesta di prolungamento del tempo per analizzare i conti, un mese fa, era stata interpretata come un segnale negativo.

Il blitz della Guardia di finanza negli uffici di Egea, con l’ipotesi di reato di false comunicazioni sociali e quattro indagati, sembra aver determinato il passo indietro definitivo di A2A. Rimangono pertanto in campo due soli nomi: per quanto riguarda Iren, ha mai nascosto l’interesse a entrare in Egea, anche se rimane da chiarire il tenore dell’offerta presentata, relativa “ad alcune attività della multiutility Egea”.

Quest’ultima, per la capogruppo Egea spa, era alla ricerca di un partner strategico forte, in grado di attuare un aumento di capitale, in seguito al quale acquisire il 50,1 per cento delle quote, cioè la maggioranza. A proposito del fondo Davidson Kempner European Partners LLP, di cui non si è parlato nella prima fase, si tratta di un fondo di investimenti con sede a New York, da 38 miliardi di dollari, un raggio d’azione globale e un’attività molto florida, presente sul mercato da più di 39 anni.

Che cosa accadrà ora? Come ha scritto Egea nella stessa nota di ieri, le proposte verranno vagliate dagli organi competenti, con il supporto di advisors. Il primo a essere chiamato in causa sarà il Consiglio di gestione: l’assemblea, di cui fanno parte anche i Comuni che detengono quote, dovrebbe essere interpellata solo in un secondo momento, se una delle due offerte sarà ritenuta valida.

Le reazioni: Martinetti (Movimento 5 stelle) «Ipnosi collettiva trentennale»

«Sresta stupefatti a leggere le reazioni della politica albese sull’affare Egea. La cosiddetta “ipnosi collettiva” trentennale di cui si è parlato riguarda tutti, a cominciare dall’Amministrazione comunale a trazione Pd che ha amministrato per un decennio. Giusto domandarsi dove sia oggi il primo cittadino Bo, altrettanto corretto domandarsi dove fossero i sindaci che hanno governato in precedenza», commenta Ivano Martinetti, nella serata di giovedì 15 giugno, una volta che sono state ufficializzate le due offerte e l’inchiesta della Procura.

Ivano Martinetti
Ivano Martinetti, consigliere regionale Movimento 5 stelle

«Quando Albapower veniva ceduta senza informare il Consiglio comunale, quando i cittadini raccoglievano le firme per protestare sulle tariffe sempre più care, quando il Movimento 5 stelle in solitudine denunciava il ruolo marginale del Comune in Egea. La politica “compiacente” non è solo quella odierna, attraversa gli anni, e i precedenti mandati non fanno eccezione.

Oggi raccogliamo i frutti amari di una politica che ha sbagliato probabilmente fin dall’inizio, coinvolgendo tutti gli schieramenti e le maggioranze succedutesi a governare la nostra Città. Sul futuro nutro poche speranze. Da una parte c’è un sindaco che nel 2015 dichiarava di voler vendere tutte le quote di Egea, e in cinque anni non ha toccato boccia, dall’altra un’opposizione smemorata che dimentica le proprie responsabilità e il recente passato.

Nel frattempo si profila una procedura di vendita piuttosto complessa. Arrivati a questo punto auspico che gli inquirenti facciano piena chiarezza sulla vicenda e che il caso non abbia contraccolpi su chi lavora in azienda né sui servizi erogati ai cittadini di Alba e della provincia di Cuneo».

Le reazioni: Alba in azione chiede di «salvaguardare territorio e posti di lavoro»

«Come gruppi di Alba in Azione e liberal-democratici albesi, esprimiamo soddisfazione per la presentazione delle due proposte da parte di Iren e del fondo Davidson Kempner – dichiara Giacomo Prandi, esponente locale  – ora si valuti attentamente nell’interesse del territorio e dei lavoratori quale sia l’offerta più soddisfacente».

Crisi Egea, le reazioni: Alba in azione chiede di «salvaguardare territorio e posti di lavoro»
Il gruppo di Alba in azione con Carlo Calenda

«Confidando negli organi e nelle sedi predisposte a farlo – continua Prandi – vigileremo con attenzione la vicenda negli interessi della comunità e ci asterremo da dichiarazioni di sciacallaggio politico che rifuggono dalle proprie presenti e passate responsabilità e che in un momento complesso come questo, non aiutano di certo a lavorare unitariamente negli interessi della collettività ed anzi, rischiano di far perdere al nostro territorio importanti opportunità di crescita e sviluppo».

Le reazioni: Rossetto «Positive le due offerte. Io estraneo alle indagini»

Il presidente del consiglio di sorveglianza Egea, Giuseppe Rossetto, si è espresso su quanto sta accadendo nell’azienda albese. «È positivo il fatto che siano arrivate due offerte, che ora (venerdì 16) sono al vaglio degli organi competenti, a partire dai consulenti specializzati e del consiglio di gestione: la comparazione sarà fatta lunedì 19. Il consiglio di sorveglianza è l’ultimo a controllare. Non conosco nel dettaglio i termini delle offerte: sebbene siano uscite delle notizie, vige ancora l’obbligo di riservatezza».

Egea ha presentato i numeri: fatturato a 984 milioni di euro
Da sinistra: Beppe Rossetto, presidente del Consiglio di sorveglianza, e Pierpaolo Carini, Ad del gruppo Egea

Commentando il momento delicato, Rossetto si dice «cauto, soprattutto perché ne va delle sorti dell’azienda, con risvolti sul territorio, sulle persone e sui soci pubblici e privati.  Riferiremo le ultime novità nella commissione consiliare convocata per giovedì 22: vedremo fin dove potremo spingerci per aggiornare».

Rossetto fa un accenno anche all’ispezione della Guardia di finanza: «Posso dire di essere estraneo alle indagini, almeno al momento. Sono state fatte acquisizioni che ora sono al vaglio ed Egea collabora su tutto. Non ci sono contestazioni specifiche, è giusto che siano effettuati i controlli, che riguardano i bilanci dal 2017 al 2021».

La valutazione delle offerte presentate

Le due offerte per l’acquisizione di quote societarie di Egea, a partire da lunedì 19 giugno, vengono passate al vaglio de consulenti specializzati e del Consiglio di gestione; inoltre i termini della vicenda saranno esposti e discussi durante la commissione comunale di giovedì 22.

Pare, da alcune indiscrezioni, che entrambe le offerte, non vincolanti e non in esclusiva, saranno prese in considerazione. A tutte e due le società, Iren e Davidson Kempner european partners Llp, saranno probabilmente chieste delle modifiche. In seguito, ci sarà tempo fino a fine giugno per decidere se accettare o meno l’una o l’altra.

Avviata la composizione negoziata per risanare l’azienda

Durante la terza Commissione consiliare di giovedì 22 giugno il presidente del Consiglio di sorveglianza Giuseppe Rossetto e Marco Meo, amministratore delegato di Egea commerciale, hanno informato riguardo l’avvio della composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa presso la Camera di commercio.

Si tratta di una procedura stragiudiziale, richiesta anche da Iren e Thaleia, che punta al risanamento di aziende in una situazione di squilibrio finanziario, così da vigilare sul corretto pagamento dei debiti e dall’altro lato proteggere il patrimonio dalle pretese di eventuali altri soggetti. La Camera di commercio nomina un esperto esterno, che affianca l’azienda in crisi nelle procedure con i creditori e con eventuali altri soggetti coinvolti. «In questa situazione è evidente che le banche faticano a erogare finanziamenti nei confronti di Egea. Ne abbiamo bisogno da mesi, senza risultati: è vero che la procedura protetta è stata richiesta da Iren e Thaleia, ma dall’altro lato era necessaria per consentirci di proseguire», ha detto Meo. La governance di Egea rimarrà quella attuale, ma con la supervisione di un esperto che garantirà tutte le parti.

Nonostante le richieste dei commissari, Meo non ha voluto quantificare l’ammontare complessivo del debito dell’azienda: «A breve, i bilanci saranno depositati dalla Camera di commercio e quindi pubblici».

Le ultime novità

La Procura di Asti conferma: nel caso Egea sono quattro gli indagati 321 settembre 2023: la presentazione delle offerte vincolanti

Se in un primo momento Iren e Thaleia avrebbero dovuto formalizzare le loro offerte entro il 15 settembre, il Consiglio di gestione ha comunicato, poche ore prima della data in questione, di concedere ai due potenziali partner altri sei giorni, per permettere loro di valutare al meglio la situazione. Nella data del 21 settembre, sono così pervenute le due proposte vincolanti, a quanto pare molto diverse  per quanto riguarda il contenuto e l’impostazione generale: da un parte Iren, che non naviga in acque molto calme dal punto di vista economico ma che pare aver messo in piedi un piano industriale sul lungo periodo, e dall’altro lato Thaleia, che fa parte del fondo americano Davidson Kempner e che sarebbe pronta a iniettare risorse economiche decisamente importanti per traghettare la multiservizi albese fuori dalla crisi.

29 settembre 2023: Iren viene individuata come miglior offerente

“Preferred bidder”, miglior offerente: dopo aver analizzato le due proposte, è questo l’esito comunicato dalla stessa Egea con una nota. “La proposta di Iren è stata ritenuta completa e coerente con la procedura di composizione negoziata della crisi”, si legge.

Da ciò che è emerso nei giorni successivi, non si tratta di una scelta inerente al contenuto, ma piuttosto alla forma e alla documentazione delle due offerte. In ogni caso, è stato concesso a Thaleia un ulteriore mese per perfezionare la propria offerta: la scadenza è proprio prevista per oggi, 27 ottobre.

Secondo diverse fonti, il fondo DK avrebbe tutte le intenzioni di non uscire di scena e, dall’altro lato, il nuovo termine fissato per presentare l’offerta completa starebbe ad indicare un certo interesse da parte di Egea, facendo tremare chi da sempre sostiene Iren.

11 ottobre 2023: esce di scena Carini

Anche se continua a essere il socio di maggioranza di Egea, con oltre il 60 per cento delle quote, Pierpaolo Carini esce ufficialmente dagli organi dirigenziali dell’azienda fondata dal padre Emanuele. Al suo posto, come presidente del gruppo e membro del Consiglio di gestione, Paolo Pietrogrande. Confermati, come consiglieri,  Giovanni Valotti e Anna Girello.

Un Consiglio di gestione a tre, quello in carica, che svolgerà il suo ruolo solo provvisoriamente, in attesa dell’ingresso del nuovo socio, che in sostanza diventerà il nuovo numero uno di Egea al posto di Carini.

25 ottobre 2023: l’incontro con i sindaci

I cento anni di Roberto Ponzio, re del tartufo di Alba 3Dopo mesi di richieste e di silenzio, per la prima volta i sindaci di Langhe e Roero hanno potuto ascoltare gli attuali vertici di Egea, insieme al commercialista Riccardo Ranalli, a cui la Camera di commercio ha affidato la procedura di composizione negoziata della crisi.

Un incontro andato in scena nel municipio albese, su richiesta del sindaco Carlo Bo, durante il quale è stata spiegata per sommi capi la situazione dell’azienda, dalla crisi finanziaria alle prospettive future. Nella giornata di oggi, 27 ottobre, la stessa Egea ha indetto un altro incontro online, sempre con i soci pubblici. E, nei giorni scorsi, sono state convocate le parti private.

27 ottobre 2023, ore 16: il comunicato di Iren

Iren Spa, nell’ambito della procedura indetta da Egea Spa., in data odierna (27 ottobre 2023)  ha confermato i contenuti dell’offerta vincolante già presentata il 21 settembre scorso.

Come già comunicato, l’offerta si poggia su un solido piano economico e industriale finalizzato alla crescita e allo sviluppo degli asset Egea oggetto della procedura e prevede l’integrazione di Egea nel modello operativo del gruppo Iren. Tale modello è storicamente caratterizzato dalla valorizzazione delle risorse delle società acquisite, da uno stretto coinvolgimento dei fornitori e dei partner, dall’attenzione verso le comunità e dalla capacità di investimento sul territorio.

27 ottobre 2023, ore 18.30: il comunicato di Egea conferma il deposito di due offerte

In una stringata nota Egea conferma il deposito presso il notaio incaricato di due offerte. «Nei prossimi giorni, Il Consiglio di gestione di Egea supportato dagli advisor, procederà nell’analisi delle offerte».

31 ottobre 2023: accettata l’offerta di Iren

Iren ha ricevuto comunicazione dal Consiglio di gestione di Egea che la propria offerta vincolante, presentata nell’ambito della procedura indetta per l’acquisizione di asset e partecipazioni della società, è stata ritenuta completa, soddisfacente e idonea alla valorizzazione e al rilancio degli asset aziendali ed è stata pertanto accettata, con il conseguente avvio di una trattativa in esclusiva fra le parti, in seno alla procedura negoziata di gestione della crisi del gruppo Egea.

«Crediamo molto in quest’operazione e abbiamo lavorato duramente in questi mesi per arrivare alla formulazione di una solida proposta industriale», ha affermato il presidente di Iren, Luca Dal Fabbro, «la nostra offerta poggia su un piano economico ed industriale finalizzato alla valorizzazione e allo sviluppo degli asset Egea e prevede la generazione di sinergie e la loro integrazione nel modello operativo nel Gruppo Iren, caratterizzato da una forte attenzione verso la crescita del territorio e gli stakeholder locali».

20 novembre 2023: Iren rassicura, nessun licenziamento

Nessun licenziamento nell’organico Egea, lo dice il presidente di Iren Luca Dal Fabbro in una intervista per il Tg3 del Piemonte aggiungendo che il marchio albese continuerà a esistere anche dopo l’acquisizione.

4 dicembre 2023: il nuovo presidente è Elefanti

Egea comunica che in data odierna (lunedì 4 dicembre), Paolo Pietrogrande, presidente del Consiglio di gestione, preso atto che le fasi conclusive della composizione negoziata della crisi richiedono puntuali e specifiche competenze, nell’ottica di una efficace finalizzazione degli accordi con i creditori e con il partner strategico, ha ritenuto opportuno rassegnare le dimissioni.

Il Consiglio di sorveglianza di Egea, nel corso della seduta, ha proceduto a nominare nel ruolo di presidente Marco Elefanti, professore di economia aziendale all’Università cattolica del Sacro cuore di Milano, con consolidata esperienza nel settore della fornitura di servizi di pubblica utilità.

7 dicembre 2023: Dal Fabbro (Iren): «L’operazione Egea non prevede macelleria sociale, ma totalmente l’opposto»

«Iren sta crescendo molto, in maniera organica, molto naturale e continuiamo a farlo soprattutto investendo sui nostri territori», lo dice il presidente di Iren Luca Dal Fabbro. «L’acquisizione di Egea è un esempio. Una battaglia su cui nessuno avrebbe scommesso che Iren avrebbe vinto, anzi siamo partiti sconfitti».

«Il processo è ancora lungo e per Egea dobbiamo ancora firmare il contratto e chiudere l’operazione», spiega Dal Fabbro aggiungendo che «l’operazione Egea non prevede macelleria sociale, ma totalmente l’opposto. È un’operazione importante che richiede tempo e sforzi. Abbiamo identificato un manager interno capo delegazione, Gianluca Riu».

22 febbraio 2024: 800 milioni di debito e molte incertezze: la crisi Egea spiazza la commissione

Sono vicini agli 800 milioni i debiti di Egea e la procedura di ristrutturazione sta per concludersi: ai fornitori è stato proposto di recuperare appena il 25%

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05 marzo 2024: sindacato e dipendenti

«Quando bollo tutte le mattine il mio cartellino, non so se il giorno successivo avrò ancora un lavoro». Lo ha detto un dipendente di Egea, durante la conferenza stampa convocata da Cgil Cuneo nella sede albese, proprio per parlare della crisi dell’azienda.

«Iren negli accordi si è impegnata a mantenere la sede ad Alba per i prossimi cinque anni, ma che cosa accadrà dopo?», chiede un altro.

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19 marzo 2024: l’accordo con gli obbligazionisti

Dopo una giornata di attesa, gli obbligazionisti hanno aderito all’accordo proposto loro con una percentuale del 60%. In totale, il credito vantato  da questa categoria è pari a 20 milioni di euro: verranno ripagati soltanto del 25% della quota spettante a ognuno.

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13 aprile 2024: anche le banche accettano l’accordo

Dopo il via libera di fornitori e obbligazionisti, anche le banche danno il loro ok: si sbroglia la matassa degli accordi di ristrutturazione.

25 maggio 2024: Gianluca Riu guiderà la nuova Egea

Gianluca Riu, ex  amministratore delegato Amiat, è stato scelto da Iren per guidare l’Egea futura.

28-29 giugno 2024: l’omologa e il sequestro preventivo a Carini

Com’era nell’aria, la chiusura della procedura di composizione negoziata nella crisi, il cui esito positivo è arrivato il 28 giugno, è stato seguita dal primo passo dell’indagine avviata dalla Procura di Asti nei confronti dell’ex amministratore delegato Pierpaolo Carini e di  altri tre top manager dell’azienda, attivi nel periodo compreso tra il 2017 e il 2021. False comunicazioni sociali è l’ipotesi di reato, cioè l’aver nascosto nei bilanci uno stato patrimoniale negativo con una serie di meccanismi illeciti.

Gruppo Egea: il percorso verso la sostenibilità porta alla crescita del risultato economico
Pierpaolo Carini

Non solo: secondo i Finanzieri, sarebbero stati inseriti utili inesistenti – per quanto minimi -, poi divisi tra i soci.

Leggi i dettagli dell’indagine QUI.

La Finanza, preventivamente, ha sequestrato a Carini più di 3,6 milioni di euro, la cifra che si sarebbe indebitamente intascato.

Le parole dell’avvocato Michele Galasso, difensore di Carini, QUI.

 

 

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