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Il semaforo “assassino” che macina multe lungo la provinciale 929

Il semaforo “assassino” che macina multe lungo la provinciale 929

LETTERA AL GIORNALE Egregio direttore, desidero informarla che, nel breve volgere di pochi giorni mi sono state comminate due infrazioni, entrambe per violazione del codice della strada.

La prima nella giornata dell’11 aprile, in quanto circolavo a una velocità di chilometri 52,60; la seconda il giorno 2 di maggio, circolando a una velocità di 51,52 sempre con lo stesso limite dei 50 chilometri orari.

Il tutto notificato con il medesimo autovelox installato sulla strada provinciale numero 929, in direzione Torino adiacente a una ridente cittadina del Roero; peraltro balzata alla cronaca in quanto, come dichiarato dal quotidiano La stampa in data 10 maggio, è seconda solamente alla città di Bra per l’incasso dei proventi (multe e sanzioni a carico dei privati), per violazioni delle norme del codice della strada della nostra provincia.

La cittadina balza però a un “invidiabile” primato (posto d’onore), considerando l’incasso a lei derivante di 1,5 milioni di euro in rapporto ai “soli” 5.500 abitanti della località, sempre a detta del quotidiano.

Direttore lei potrebbe dire: e con ciò? Sono le regole… Certo! È pur vero e sono il primo sia ad affermarlo che a sostenerlo; esiste però un particolare che gradirei esporle, sia a lei che ai nostri lettori. Nella seconda infrazione del giorno due di maggio erano le 05.54 del mattino e non rientravo da una folle notte in discoteca; mi recavo invece a Torino per una consulenza tecnico/commerciale.

Memore dell’infrazione di qualche giorno prima ero si prevenuto ma attento, tant’è che già alla partenza ipotizzavo a come avrei affrontato il temuto varco di “Scilla e Cariddi”.

Quel mattino presi una decisione, l’avrei affrontato transitandogli alla velocità di non più di 40 Km orari; così feci o mi parve di effettuare, tirando infine un sospiro di sollievo superato il temibile “passo”; ma giorni dopo, via Pec, mi arrivò la notifica per di più con l’infrazione maggiorata in quanto era stata rilevata nella fascia notturna e quindi a maggior rischio (dalle 22 alle 06), della quale peraltro ero a conoscenza.

A nulla è valso il mio successivo garbato dialogo telefonico con l’altrettanto garbata interlocutrice della Polizia locale, la quale nel colloquio, con una punta di amarezza definiva il loro semaforo (ormai più che noto sui quotidiani), con l’epiteto di “assassino”.

Direttore, come diceva la giornalista Emanuela Falcetti nelle sue trasmissioni radiofoniche, considerata a volte l’inutilità delle contestazioni (e per non “morire” di rabbia), ho cambiato asse viario per raggiungere Torino; naturalmente con rammarico, salutando il bar che mi vedeva a volte presente per il caffè del mattino.

Elio Rancoita, Alba

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