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Medici specializzandi ad Asti premiati dal Rotary club

Federico Ghignone e Vittorio Pasta, medici specializzandi in servizio all’ospedale cardinal Massaia di Asti ricevono borse di studio

Medici specializzandi ad Asti premiati dal Rotary club

ASTI Federico Ghignone e Vittorio Pasta, medici specializzandi rispettivamente in rianimazione e chirurgia vascolare, in servizio all’ospedale cardinal Massaia del capoluogo astigiano, sono stati premiati dal Rotary club Asti con due borse di studio del valore di 10mila euro ciascuna.

La consegna è avvenuta, nei giorni scorsi, alla presenza del direttore generale dell’Asl At Francesco Arena, del direttore della struttura complessa di chirurgia vascolare Alberto Pecchio e del direttore della struttura complessa di anestesia e rianimazione Alessandro Bianchi.

«L’iniziativa è frutto del lascito che Luigina Robiolo ha destinato al Club con l’intento preciso di supportare giovani medici in formazione», hanno spiegato il presidente Maurizio Mela e il past president Luigi Florio, precisando: «Siamo riusciti a individuare due professionisti che hanno manifestato la volontà di proseguire la carriera al cardinal Massaia».

Federico Ghignone, 30 anni, originario di Rivalta (Torino), si è laureato all’Università di Torino, dove sta proseguendo la specializzazione in anestesia e rianimazione. Prima di arrivare all’ospedale di Asti, ha lavorato all’Asl To3 e alla Croce bianca di Rivalta, anche come istruttore dei volontari del 118.

Vittorio Pasta, 33 anni, torinese, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Torino, dove sta proseguendo la specializzazione in chirurgia vascolare. In forza all’équipe del cardinal Massaia da gennaio, ha lavorato in passato presso l’azienda ospedaliera Città della salute e della scienza – Molinette di Torino. Ringraziando il Rotary club Asti per la costante attenzione ai bisogni di salute del territorio, il direttore generale dell’Asl At Arena ha sottolineato quanto sia «fondamentale sostenere i giovani medici, attrarli in città e incoraggiarli a lavorare per il nostro ospedale».

Manuela Zoccola

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