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Abitare il piemontese / La parola della settimana è Mostȓé

Significa: insegnare, mostrare, mettere in vista, indicare, ma anche dar lezione

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ABITARE IL PIEMONTESE – Tra i verbi piemontesi che meglio raccontano il rapporto tra gesto e parola, mostȓé (per qualcuno anche mos-cé o mosté) occupa un posto centrale. Significa: mostrare, insegnare, far vedere, indicare una strada, dare dimostrazione, perfino dare una lezione. È un verbo che invita a rivelare, a guidare, a mettere in luce un percorso. Non a caso deriva dal latino monstrare (indicare, designare), a sua volta connesso a monstrum, il segno che rivela qualcosa, il presagio che chiede attenzione. Attorno al verbo si è sviluppata una piccola costellazione di forme affascinanti. Mostȓesse significa lasciarsi vedere, rivelarsi, quasi un uscire dall’ombra. Mostruȓa, invece, rimanda all’insegnamento, ma anche all’additamento, ciò che s’indica perché merita di essere compreso, oppure perché serve da esempio. La lingua piemontese raramente spreca parole e qui racconta molto: ciò che si mostra diventa un riferimento.

Mostȓé ij garèt (mostrare i tacchi) significa scappare, poiché quando si fugge, i tacchi sono ciò che resta visibile mentre il soggetto si allontana. Dé pëȓ mostȓa è semplicemente dare in visione. Più coloriti e molto popolari: mostȓé ‘ȓ cu o ȓa lengua, gesti di sfida e mancanza di rispetto. E ancora: mos-cé ‘ȓ viadòro (insegnare a vivere, dare una lezione) e, soprattutto, il celebre mos-ceje ai gàt a rampigné: pretendere d’insegnare a chi ne sa già più di noi.

Come spesso accade nel piemontese, l’ironia custodisce una verità sociale. O vanta mai mostȓé tut lò che un o ȓ’ha, nì dì tut lò che un o sà (non bisogna mai mostrare tutto ciò che si ha, né dire tutto ciò che si sa), la discrezione come virtù. Infine, una grande metafora: pì is và àt e pì is mostȓa ‘ȓ cu (più si sale, più si rischia di mostrare il peggio). C’è poi una curiosità vitivinicola: mostȓé può significare anche fare una prima e veloce pigiatura delle uve, fare uscire un po’ di mosto per avviare la fermentazione. Il cuore e il messaggio del verbo di oggi è che non c’è modo migliore d’insegnare, che non sia proprio… mostrare.

Paolo Tibaldi 

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