ABITARE IL PIEMONTESE – Il piemontese è una lingua di terra, di monti più che di mare e, per ovvie ragioni, possiede un lessico marittimo limitato. Stiva è una parola dalle molte sfaccettature. Nel suo significato più immediato designa lo spazio della nave destinato all’immagazzinamento del carico posto sotto il ponte di coperta. Anche in italiano, con stiva s’intende il luogo dove si stipano merci e provviste dell’equipaggio. Nelle navi a più ponti, la stiva occupa lo spazio compreso tra questi.
In piemontese però stùva assume diversi altri significati. Oltre alla zona della nave, indica anche lo stoppaccio, ovvero l’infuso di foglie in acqua bollente usato per pulire le botti e toglierne i cattivi odori, concetto affine alla stoppa e alla funzione di riempimento, compressione. Da qui il legame con l’idea di stringere, comprimere, fino a soffocare: una compressione che diventa anche personale ed emotiva che porta a stufarsi, inteso come annoiarsi, stofiesse, fino a sbuffare.
Un’altra accezione è steiva, termine che rimanda al latino volgare stivam o stevam, con il significato di: manico dell’aratro. Particolare rilievo e diffusione ha la stùva, ossia la stufa per il riscaldamento: stùva a bòsch, a carbon, a gas, eletrica, oppure stùva da chisìn-a o potagé (fornello o stufa da cucina). In questo caso, la parola piemontese stiva/stùva, come per il francese étuve, l’occitano e il catalano estuba, ha un etimo che rimanda al latino volgare extupare (emettere fumo) di origine greca typhein (fumare).
Più di una persona racconta che, dopo essersi trasferita in Piemonte da un’altra regione italiana, impiegò un po’ di tempo a capire che la stiva non faceva riferimento alla parte di una nave, ma semplicemente alla stufa di casa. Un modo di dire emblematico è: tȓové ‘ȓ gàt an sȓa stiva, cioè tornare a casa e non trovare il pasto pronto. Quando invece si vuole fare un dispetto a qualcuno, lo s’invita a stesse ans ȓa stiva (sedersi sulla stufa) o addirittura a deje ‘n basìn a ȓa stiva (dare un bacino alla stufa). Se il malcapitato dovesse ingenuamente cascarci e obbedire alle intimazioni, ne guadagnerà in perspicacia per le occasioni successive, oltre a non ripetere mai più l’ustionante esperimento.
Paolo Tibaldi
