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Abitare il piemontese / La parola della settimana è Barlet

Significa barilotto o fiaschetta da cintola, contenitore ligneo per liquidi come il vino, ricompensa per il trasportatore

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ABITARE IL PIEMONTESE – Qualche settimana fa siamo stati a trovare un amico in Langa che ci ha voluto mostrare il museo domestico che sta allestendo: un’infinità di attrezzi antichi appartenenti al mondo del vino tra Ottocento e Novecento, oggetti artigianali nati per durare più delle persone. Tra quell’immensità di storia e storie era celata una botte in legno… in miniatura: s-cì o ȓ’è ‘n barlet! Il barlet è un barilotto, una fiaschetta da cintola, un contenitore deputato a custodire liquidi, soprattutto il vino. Diminutivo del barile grande ha una capienza di circa cinque litri. Era la piccola botte che valeva da ricompensa per il cartoné (il trasportatore con carro e buoi) o per il mediatore: indicava una quantità di vino gratuito, spettante di prassi. Una sorta di mancia obbligatoria, tacitamente concordata, che racconta un’economia fatta di gesti, consuetudini e rispetto.

Con l’amico, tra quegli scaffali, abbiamo evocato un indovinello che ritroviamo con piacere anche nel prezioso vocabolario Rastlèiȓe di Silvio Viberti e Primo Culasso, presso la parola barlet o barlat a seconda della zona: j’è ‘n barlat con doe sòrt ‘d vin, ch’i stan ansem sansa bodȓesse. Cos’elo? (C’è un barilotto con due varietà di vino, che stanno insieme senza mescolarsi. Cos’è?).

Parola concreta, barlet, tiene insieme lavoro e convivialità, fatica e ristoro, ma come spesso accade nel piemontese, il significato scivola altrove. In botanica, barlet è anche il colchico d’autunno, la freddolina: pianta dai fiori rosa-violetti, bella e ingannevole, velenosa anche a basse dosi. Un falso zafferano che fiorisce quando il resto si ritira.

C’è infine il colore del Carnevale. Se a Mussotto, frazione di Alba in cui siamo cresciuti, le maschere rievocano le due principali zone di socialità Monsù Plaiȓeu e Madama Sarda, la città di Alba è rappresentata da due stereotipi del tutto provocatori: Ciuciabarlet (bevitore accanito, soprannome legato agli albesi per la storica vocazione vitivinicola e l’abbondanza di osterie di un tempo)  e Lasagnon (elegante scansafatiche). Qual è la risposta all’indovinello di prima? O ȓ’è ȓ’euv! (è l’uovo!).

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