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Abitare il piemontese / La parola della settimana è Coefa (pronuncia cuefa)

Significa cuffia, foulard, velo di pizzo indossato dalle donne per entrare in chiesa, ma anche acconciatura, capigliatura

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ABITARE IL PIEMONTESE – Ci sono parole che raccontano gesti e oggetti che rappresentano un mondo simbolico e spirituale. Aspetti e atteggiamenti importanti che hanno caratterizzato la vita di ogni comunità, per secoli. La coefa (pronuncia cuefa) appartiene a questa sfera. Indica la cuffia, il velo, il foulard, lo zendale, ma con il tempo il significato s’è allargato fino a comprendere la capigliatura e l’acconciatura in generale. Per lungo tempo la coefa è stata soprattutto il velo femminile. Scuro, quasi sempre nero, veniva posato sul capo e talvolta sul viso per entrare in un luogo sacro a cominciare dalla chiesa. Forse era una regola non scritta, ma inderogabile. Un velo di pizzo o di tessuto finissimo e trasparente: nero ai funerali o in Quaresima, bianco, beige o grigio nelle altre occasioni. Un segno di rispetto, ma anche di appartenenza, che regolava la solenne permanenza nello spazio sacro.

Intorno a coefa ruota una costellazione di parole che ci aiutano a capire anche una sonorità così unica, quasi esotica: coefé significa acconciare il capo, pettinare con stile, adornare, dare forma e ordine ai capelli oppure coprirli col velo; coefeur è l’acconciatore e coefeusa la sua controparte femminile; coefura è l’acconciatura, da non confondere con pennura (pettinatura); coefin è la veletta, un piccolo velo trasparente, quasi un’ombra.

Oggi la parola coefa è usata ancora in area piemontese, anche parlando in italiano. La connotazione è legata al lusso e all’eleganza oppure per utilizzo snobistico: che coefa che t’hai bitàme sù! – che capigliatura sfoggi! Dal punto di vista linguistico, coefa appartiene a una famiglia di francesismi antichi, con fonetica pre rivoluzionaria. Deriva dal francese coiffe, a sua volta dal latino medievale cofeam/cofiam, forse di origine germanica (kufia, casco). La parola è diffusa in tutta l’area romanza: provenzale coifa, spagnolo cofia, portoghese coifa. In Italia è assonante, per esempio, con con il genovese kuef, il lombardo kefa, il trentino gheffa, il bresciano chefa. Curiosamente non è così lontana nemmeno la kefiyeh, il copricapo del mondo arabo. A ricordarci che, ovunque, coprire il capo è sempre stato molto più che una questione di stoffa.

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