ABITARE IL PIEMONTESE – La primavera è la stagione in cui molti sentono comparire quel leggero fastidio alla gola o al naso: il gatij, per qualcuno gȓatij. Una parola capace di tenere insieme significati diversi: il solletico, il prurito, un piccolo capriccio, ma anche quella raucedine o tosse leggera e insistente che i pollini sanno provocare. Non stupiscono i molti modi di dire. Fé eȓ gatij significa fare il solletico, mentre alvé ‘ȓ gatij vuol dire incuriosire qualcuno, accendere un interesse. Fé vnì eȓ gatij può indicare l’eccitazione, accendere bramosia o ilarità. Nen patì eȓgatij è l’espressione per chi non si lascia spaventare dalle piccole cose. Se qualcuno o ȓ’ha ëȓ gatij ant ëȓ còl, ecco spiegato quel fastidioso pizzicore in gola che porta a tossicchiare.
La parola entra anche nella saggezza popolare: gatijé pëȓ fé parlé significa provocare un linguacciuto a dire la sua; gatijé ȓ’orije a un equivale ad adulare, dire ciò che l’altro desidera sentirsi raccontare. Altre immagini sono più colorite: fesse gatijé ‘ȓ còl da Gasprin allude all’impiccarsi, mentre pëȓ rije a venta gatijesse ricorda che per ridere, a volte, bisogna darsi da fare da soli. Quando qualcuno dice di avej ëȓ man ch’i gatìjo, vuol dire che le mani prudono e forse stanno per combinare qualcosa.
Da gatij derivano anche gatijos (chi soffre il solletico), gatijura, (l’atto stesso del solleticare) e gatijé (solleticare, stuzzicare). Il dizionario di Sant’Albino definisce gatijé con una formula quasi teatrale: «Stuzzicare altrui leggermente in alcune parti del corpo, che toccate invitano al ridere». L’origine della parola non è del tutto certa: potrebbe venire dall’occitano gatilhar, forse da una radice onomatopeica Katl, oppure dal latino caticulare (solleticare). Qualcuno ha persino visto un’eco del gatto, animale agile e improvviso come il gesto che provoca il solletico. Qualunque sia la sua storia, il gatij resta una parola vivace, capace di raccontare sensazioni minuscole, ma universali: una risata che scappa, un prurito improvviso o quella tosse primaverile che ci ricorda che la stagione nuova è arrivata.
