di Maria Grazia Olivero
LA PROPOSTA – I “pionieri” del cammino della Maddalena ne testeranno alcuni tratti a partire dal 10 maggio, iniziando dalla città delle cento torri, che ha convintamente patrocinato l’iniziativa. Lo ha deciso l’associazione Blu genziana per il progetto di cui Gazzetta d’Alba ha riferito nelle scorse settimane.
Si tratta di un tragitto naturalistico da Alba a Finale Ligure da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo; un itinerario che punta a valorizzare il territorio attraverso un’esperienza lenta e consapevole, capace di unire ambiente, cultura e spiritualità lungo le antiche vie di transito tra il Piemonte meridionale e la Liguria. Il tracciato è ispirato alla figura di Maria Maddalena e toccherà le cappelle a lei dedicate, partendo dall’edificio in via Maestra di Alba. L’organizzazione procede spedita, con l’apporto decisivo del Club alpino italiano (Cai) e dei Comuni coinvolti. Il 19 aprile scorso un centinaio di persone – con una buona rappresentanza di sindaci e associazioni – ha salutato il primo passo del nascente cammino all’albergo La Maddalena, nella frazione Vernagli, tra Montaldo Mondovì e Roburent, sede dell’associazione Blu genziana.

Non è un caso che nelle immediate adiacenze, nel punto in cui lo sguardo può spaziare dalle vette fino alla piana, si trovi una suggestiva cappella intitolata alla santa, la cui festa liturgica cade il 22 luglio. Di antiche origini, la costruzione si trova su una delle vie mare che che collegano il Monregalese al mare: su quel tracciato viaggiarono un tempo commercianti, pellegrini, pastori, militari e anche briganti.
Il percorso
Da qui si guarda ad Alba e a Finale Ligure, i due capi di un tragitto che trova la sua identità nella storia. Molte persone, escursionisti e non, nel divenire odierno stanno cercando ritmi meno convulsi, così scoprendo una dimensione autentica nella pace della natura. Si pensi che lo slow tourism, il turismo lento, è in costante crescita, passando da 17mila appassionati registrati nel 2017 a oltre 190mila nel 2024 solo in Italia. Viaggiano sovente a piedi, in bicicletta, a cavallo, manifestando interesse per itinerari connotati da ambienti poco antropizzati, identità locale, patrimonio culturale, gastronomico e architettonico.
Si tratta di un assunto condiviso nel nostro Paese, che ha varato nella primavera nel 2026 la legge 24, atta a fornire al settore un quadro normativo organico, con una cabina di regia e un tavolo permanente presso il Ministero del turismo.
Il nuovo tracciato tra Piemonte e Liguria ha una valenza importante. Lo spiega il sindaco di Montaldo Mondovì, Giovanni Balbo, che parla di «un passo importante per sviluppare aree autentiche e capaci di sorprendere», mentre il suo omologo di Roburent, Emiliano Negro, sottolinea il valore strategico di «un percorso che parte dai vigneti Unesco e arriva alle spiagge liguri, passando per faggeti e castagneti di montagna».
Una rete per realizzarlo
Aggiunge il vicepresidente dell’associazione Blu genziana, Paolo Bertolino: «L’estrema variabilità della morfologia del territorio permetterà di rendersi conto di quanto clima, flora, fauna e storia abbiano inciso sui luoghi. Il percorso, diviso per tappe, si snoderà dalle colline albesi sui crinali o in aree panoramiche, per inerpicarsi fino ai duemila metri e poi scendere al mare».

E se per la presidente di Blu genziana, Enrica Noceto, il cammino in via di costruzione rimane aperto ai suggerimenti e ai contributi di tutti, il concetto di rispetto «per la natura, per le persone, per sé stessi e per i territori» lo distinguerà, insieme allo spirito di Maria Maddalena, «interpretato non solo in chiave religiosa ma come simbolo universale di dignità, trasformazione e rinascita».
Partendo da queste premesse il cammino della Maddalena sta prendendo forma concreta: Bertolino assicura che – con la collaborazione del Cai – partirà la tracciatura definitiva e l’installazione della segnaletica, con l’obiettivo di arrivare a breve all’inaugurazione, mentre i sindaci del Monregalese stanno concordando alcuni interventi sui tratti montani da ripristinare. Del resto se, come asserisce il vicepresidente del Consiglio comunale di Finale Ligure, lo storico Giuseppe Testa, «per secoli uomini, merci e culture hanno percorso le vie naturali tra Langhe, montagne e mare», perché non ricalcare, nel nostro incedere smarrito, antichi passi capaci di liberare lo spirito?
Un nuovo modo di scoprire i territori
Secondo il presidente della Giunta regionale del Piemonte, Alberto Cirio, il cammino della Maddalena è un progetto da valorizzare, un tassello di una rete più ampia che lega natura, cultura e turismo, oltre a rinsaldare l’antico legame che esiste tra Piemonte e Liguria.
Perché tante persone anche in Piemonte si stanno rivolgendo al turismo lento e ai cammini in particolare? Il presidente risponde così: «Quando ci riferiamo ai cammini, parliamo di un modo di vivere il nostro territorio, attraversandolo. Si passa nei paesi, ci si ferma per le soste, si dorme nelle strutture locali, si entra nelle chiese, si incontrano persone e, passo dopo passo, si costruiscono relazioni con i luoghi che spesso restano fuori dai percorsi più frequentati. Entrare dentro queste “arterie naturali”, fatte di storia e arte secolare, vuol dire immergersi davvero nei luoghi, attraversarli, fermarsi, leggerne i segni e questo diventa anche un modo di fare cultura attraverso il turismo».
Prosegue Cirio: «Natura, cultura e turismo infatti non sono ambiti separati, ma direttrici che si tengono insieme e su cui il Piemonte lavora da tempo. I cammini portano anche a riscoprire una dimensione che è molto presente nella nostra regione. Penso al Nord del Piemonte, a Oropa, alla via Francigena, oggi accessibili a tutti grazie a una rete ampia di strade antiche, percorse nei secoli da viandanti, mercanti, pellegrini. Il cammino della Maddalena si inserisce in questo quadro e unisce il patrimonio artistico, i luoghi, la fede, il paesaggio, la vita delle comunità locali, oltre a rinnovare il legame con la Liguria».
