Diano d’Alba si racconta con il libro La porta piccola, tra foto e storie

Diano d'Alba si racconta con il libro La porta piccola, tra foto e storie 2

di Bruna Bonino

DIANO D’ALBAGiovedì 4 giugno alle 20.45, presso l’Associazione Alec in via Vittorio Emanuele II, 30, si terrà la presentazione del libro “La porta piccola”, progetto nato dalla collaborazione tra le associazioni Arvangia, Alec e Cavalieri delle Langhe, con la partecipazione del progetto fotografico Me Langa, appartenente alla stessa associazione.

Il progetto è stato sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Diano d’Alba con l’obiettivo di raccontare il paese attraverso fotografie e testimonianze di vita vissuta. Il volume, frutto di un lavoro attento e partecipato, non si limita a proporre scorci suggestivi o storie avvincenti, ma ha un intento più profondo, quello di custodire e rendere accessibile ciò che definisce l’identità collettiva della comunità.

Come sottolinea Roberto Coro, vicepresidente dell’Ordine dei Cavalieri delle Langhe e responsabile del progetto fotografico Me Langa: «La porta piccola” rappresenta non solo una raccolta di storie del passato e immagini contemporanee di Diano d’Alba, ma anche il risultato di un percorso di collaborazione e fiducia costruito negli anni tra l’Amministrazione Comunale e le associazioni coinvolte. Il progetto nasce infatti da una promessa risalente al 2020, nel pieno dell’emergenza Covid, quando Diano d’Alba offrì sostegno al gruppo di lavoro mettendo a disposizione spazi per iniziative artistiche in un momento particolarmente complesso. Da quella disponibilità è nato un rapporto di collaborazione che ha portato, negli anni successivi, a un lavoro costante sul territorio, tra il paese e le sue frazioni. Il risultato finale è un’opera corale che si configura come un atto d’amore verso il territorio e la sua comunità, testimonianza concreta di come lo spirito di amicizia e cooperazione possa generare progetti di valore duraturo».

«Gianfranco Alessandria, conosciuto da tutti come “Alec”, è ricordato soprattutto per la sua straordinaria cultura e per la profonda conoscenza della musica, del cinema e della letteratura, oltre che per il suo costante aggiornamento in ambito artistico», aggiunge Enzo Patri, Presidente dell’Associazione Alec . E prosegue: «Nel libro presentato si evidenzia tuttavia un aspetto meno conosciuto della sua figura, il suo impegno sociale, vissuto come un autentico dovere morale. Chi lo ha frequentato quotidianamente per molti anni può testimoniare la grande attenzione che riservava agli altri, in particolare alle persone più fragili. Nel corso della sua vita ha collaborato con diverse realtà associative, tra cui la Caritas e la San Vincenzo, dedicando particolare impegno alle iniziative e alle strutture del territorio. Tra queste si ricorda la Comunità di Don Gelmini a Benevello, attiva dal 1984 per la cura delle dipendenze e il recupero di ex tossicodipendenti. Alec fu tra i primi esterni a entrare in contatto con gli ospiti della comunità, coinvolgendo anche il sottoscritto in una profonda esperienza durata fino alla chiusura del centro. Successivamente sostenne con convinzione il progetto di Suor Bruna per la realizzazione di una comunità alloggio destinata a persone fragili. La sua collaborazione con L’Accoglienza si è interrotta solo con la sua scomparsa, avvenuta nel 2025. A questo impegno è dedicata la testimonianza di Beppe Taliano, presente nel volume. Mi piace ricordare la sua grande disponibilità per aiutare il povero, il diverso, il fragile, il bisognoso. I suoi numerosi gesti di solidarietà rimanevano sempre nell’ombra, mai ostentati, con la grande umiltà che lo ha sempre contraddistinto e sempre considerando gli altri al primo posto».

Banner Gazzetta d'Alba