Giovanni Ferrero intervistato da Cazzullo: «In azienda nessun posto di lavoro sarà sostituito dall’intelligenza artificiale»

Giovanni Ferrero
Giovanni Ferrero, alla guida della holding.

ALBA – Con l’occasione dell’uscita nelle librerie del nuovo romanzo di Giovanni Ferrero, intitolato Il discepolo (edizioni Salani) il presidente del gruppo dolciario è protagonista di una lunga intervista pubblicata sul Corriere della sera di oggi, lunedì 11 maggio. Ad accrescere “l’albesità” è Aldo Cazzullo, vicedirettore del quotidiano e autore del dialogo.

Giovanni Ferrero intervistato da Cazzullo: «In azienda nessun posto di lavoro sarà sostituito dall'intelligenza artificiale»

Dopo la presentazione dell’ottavo libro scritto da Ferrero c’è spazio per il ricordo del padre Michele, della madre Maria Franca e del fratello Pietro e anche per il futuro dell’azienda, ormai mondiale, che il manager vede seguire la strada della crescita «con disciplina, ma senza tradire ciò che siamo».

«Alba è il cervello produttivo» e il  «cuore pulsante che irrora il nostro sistema sanguigno», dichiara con fierezza Giovanni rimarcando l’esigenza di avere una sede all’estero come strumento giuridico e ricordando che «negli anni di piombo per paura dei rapimenti» il patriarca Michele seguì l’avvertimento arrivato dal generale Dalla Chiesa e trasferì la famiglia a Bruxelles.

È molto interessante l’approccio di Giovanni Ferrero e dell’azienda riguardo l’intelligenza artificiale: è viva la consapevolezza che i lavori ripetitivi sono destinati a essere affidati alle macchine ma nel gruppo «nessun posto di lavoro verrà sostituito dall’Ia. La useremo solo per potenziare la produttività non per rimpiazzare l’uomo».

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