Il caso / Un viaggio tra i luoghi di Alba dove i cittadini si sentono meno sicuri

La qualità della vita resta alta ma tra gli indicatori che qualcosa sta cambiando c'è il livello di sicurezza percepita.

Il caso / Un viaggio tra i luoghi di Alba dove i cittadini non si sentono sicuri

di Beppe Malò 

IN CENTRO«Anche Alba sta cambiando». È una frase che è sempre più facile sentire nei commenti di chi, soprattutto tra la popolazione più matura, percepisce i segni di una maggiore inquietudine e le avvisaglie di un avvicinamento alle dinamiche delle città più grandi.

La qualità della vita, come nel Cuneese, resta alta. Ma non elevata come un tempo, come emerge da numerosi studi. In questo contesto, un indicatore del cambiamento è la sicurezza percepita, in particolare alla luce di alcuni fatti avvenuti in piazza San Paolo e in corso Piave.

Piazza San Paolo

Gazzetta d’Alba ne ha parlato con il vicecomandante della Polizia municipale Paolo Tosco: «Per quanto riguarda piazza San Paolo, a fine aprile siamo intervenuti nel parcheggio sotterraneo per procedere allo sgombero di un box auto dove avevano trovato rifugio tre giovani, tra i 20 e i 30 anni, provenienti dalla Somalia, senza fissa dimora». A segnalare la situazione era stata la proprietaria del box.

«Abbiamo deciso di intervenire per dare modo alla signora di riprendere possesso dello spazio di sua proprietà. Non sono stati provocati gravi danni, ma erano evidenti i segni di un utilizzo incongruo, come dormitorio e rifugio. I giovani, che avevano con sé poche cose, non hanno creato alcun problema nel momento dello sgombero», riprende Tosco.

Nei confronti dei tre occupanti, non sono stati presi provvedimenti. Da ciò che è emerso, avevano trovato accoglienza in inverno presso il dormitorio della Caritas e in quello allestito temporaneamente nei locali della Croce rossa, ma erano stati allontanati per mancato rispetto del regolamento. «Purtroppo per alcuni è particolarmente difficile adeguarsi a regole, orari, disposizioni, convivenza. Ci sono anche soggetti che scelgono di vivere in strada, trovando soluzioni di fortuna».

Per quanto riguarda il parcheggio in piazza San Paolo, per evitare situazioni simili sono state adottate alcune misure, a partire dalla chiusura notturna dell’ingresso con un portellone.

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Quartiere Piave

Si arriva nel quartiere Piave, dove la situazione è diversa ed è collegata al persistere di irrisolti problemi all’illuminazione pubblica per la mancata sostituzione dei lampioni, in diversi tratti del corso. Fatto che, lo riportano diverse testimonianze, crea una certa ansia nei pochi che si avventurano di notte lungo il corso e in via Padre Girotti.

Pochi giorni fa, il titolare di un bar nel tratto a senso unico ha trovato davanti al suo locale un coltello da cucina di grandi dimensioni. Nello stesso punto, è molto comune osservare l’aumento di frammenti di vetro: si tratta di resti di bottiglie di birra, sparsi lungo i marciapiedi, che possono eventualmente provocare ferite da taglio a chi si trova a passare nella zona.

Ne parla Elio Gerlotto, presidente del comitato di quartiere: «La nostra priorità in questo momento è piazza Cristo re, dove è facile incontrare giovani che – questo è un sospetto da chiarire – parrebbero dedicarsi ad attività illecite. Non escludiamo lo spaccio di sostanze stupefacenti. Abbiamo condiviso i nostri timori con i Carabinieri, che ci hanno consigliato di sollecitare la posa in opera di telecamere di videosorveglianza, di cui la piazza è sprovvista».

Riguardo all’illuminazione pubblica, Gerlotto conclude: «L’interlocuzione con l’Amministrazione su questo punto è costante, anche per quanto riguarda la manutenzione (dopo molti mesi è stato riattivato il punto luce all’altezza del civico 56, nda) e la sostituzione dei pali attualmente mancanti. Sulla scorta delle segnalazioni giunte al comitato, ho percorso di notte a piedi il corso, ma non ho notato elementi di pericolo. Di certo, però, ribadiremo questi aspetti nell’ambito di un imminente incontro con la Giunta».

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