Pensiero per domenica / Ma Gesù rimane con noi sino alla fine del mondo

di  Lidia e Battista Galvagno

PENSIERO PER DOMENICA – ASCENSIONE DEL SIGNORE – 17 MAGGIO

Non si può ricostruire l’evento dell’Ascensione dal punto di vista storico. La scienza non ci permette di localizzare un cielo abitazione di Dio. E analizzando i testi non si ha il luogo certo dell’ultimo incontro di Gesù con i suoi su questa terra: Luca (At 1,1-11) parla di Gerusalemme; Matteo (28,16-20) di Galilea, 150 Km a Nord! Più saggiamente, Paolo (Ef 1,17-23) evita riferimenti geografici e invita a concentrare l’attenzione sul significato spirituale dell’evento.

Pensiero per domenica / Ma Gesù rimane con noi sino alla fine del mondo
Ascensione del Signore, miniatura dai Vangeli di Rabbula, Biblioteca Laurenziana di Firenze.

L’Ascensione è un mistero, che ridefinisce il nostro rapporto con Gesù. È possibile continuare a essere in relazione con una persona non più presente? La risposta è ovviamente positiva. Pensiamo alla relazione con i nostri defunti o con familiari e amici lontani. Allo stesso modo, i discepoli hanno preso consapevolezza della possibilità di continuare a essere in relazione con Gesù. Hanno capito e sperimentato che questa unione li aiutava a vivere. Aiuta anche noi, come ricordato da papa Leone: «Guardate al domani con serenità e non abbiate timore di scelte coraggiose! Nessuno potrà impedirvi di stare vicino alla gente, di condividere la vita, di camminare con gli ultimi, di servire i poveri. Nessuno potrà impedirvi di annunciare il Vangelo… perché è di questo che tutti, noi per primi, abbiamo bisogno per vivere bene» (Lievito di pace e di speranza, n. 19).

L’Ascensione ci richiama al primato della relazione: quella fondamentale è con Gesù. Ce lo ricorda Matteo, nelle ultime parole del suo Vangelo, in quella che è stata definita la chiusa più bella della letteratura mondiale: «Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo». Tutte le altre relazioni si fondano qui. La relazione – ce lo ha ricordato papa Francesco nella Fratelli tutti – è principio di vita. Messaggio recepito dal Documento finale del Sinodo: «Sono le relazioni a sostenere la vitalità della Chiesa, animando le sue strutture» (n. 49). A patto che la relazione generi armonia nella pluralità: tra le generazioni, tra uomini e donne, tra le diverse competenze e sensibilità.

L’Ascensione ci ricorda il nostro compito di credenti. Possiamo dirlo con le parole di Luca: essere testimoni «a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra»; o di Matteo: «Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli». Anche questo messaggio è stato recepito dal Sinodo: «Ogni scelta e cambiamento devono potersi misurare alla luce dell’annuncio del regno di Dio, che costituisce la vocazione fondamentale di tutti i battezzati» (n. 15).

 

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