Bra: presidio per la pace con musica e danze occitane

Venerdì 12 giugno in via Cavour: incontro pubblico con i Farandoulaires

Bra: presidio per la pace con musica e danze occitane

di Andrea Olimpi

PACE – Un momento di riflessione, ma anche di incontro, musica e partecipazione. Venerdì 12 giugno, dalle 18 alle 19 in via Cavour a Bra, la Rete cuneese per la Palestina promuove un presidio pubblico dedicato alla pace, aperto alla cittadinanza.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare sui conflitti in corso e, allo stesso tempo, creare uno spazio di confronto e condivisione tra le persone. Secondo gli organizzatori, la costruzione della pace passa infatti attraverso la presenza attiva delle comunità, il dialogo e la partecipazione collettiva.

Ad accompagnare il presidio saranno la musica e le danze occitane del gruppo Farandoulaires, protagonista di un concerto dal vivo e di momenti di ballo aperti a tutti. La mobilitazione assumerà così anche il volto di una festa popolare, trasformando la piazza in un luogo di aggregazione e convivialità, dove la cultura tradizionale diventa strumento di incontro e relazione.

La Rete cuneese per la Palestina prosegue in questo modo il proprio percorso di sensibilizzazione sui temi della pace, del disarmo e della solidarietà internazionale.

Gli organizzatori ribadiscono inoltre la loro contrarietà alle politiche di riarmo, sostenendo che le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate prioritariamente a sanità, istruzione, welfare e tutela dell’ambiente.
Secondo la Rete, l’aumento delle spese militari rischia di alimentare tensioni e conflitti anziché favorire il dialogo e la cooperazione tra i popoli.

Tra i temi al centro del presidio vi sarà anche il ruolo dell’informazione. La manifestazione vuole infatti richiamare l’attenzione sull’importanza di un’informazione libera e pluralista, capace di raccontare le conseguenze umane delle guerre e di dare voce alle persone che vivono direttamente le situazioni di conflitto.

Durante l’iniziativa sarà inoltre rinnovata la richiesta di liberazione immediata di Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, membri della delegazione della Global Sumud Land Convoy, trattenuti in Libia dal 24 maggio mentre tentavano di raggiungere Gaza via terra.

Proprio nelle ultime ore sono arrivate notizie sulle condizioni di Dina Alberizia.
Il fratello Giuseppe Alberizia ha riferito all’Ansa di essere riuscito a sentirla telefonicamente per alcuni minuti dopo che alle persone trattenute sarebbe stato consentito effettuare una chiamata in cambio della sospensione dello sciopero della fame.
L’attivista, 67 anni, originaria della Puglia ma residente da anni nell’astigiano, avrebbe dichiarato di stare «relativamente bene».
Secondo quanto riferito dalla famiglia, una nuova udienza davanti a un giudice libico potrebbe svolgersi martedì prossimo, dopo quella del 2 giugno che aveva disposto il prolungamento del trattenimento.

La Rete cuneese per la Palestina chiede al Governo italiano di attivare ogni possibile canale diplomatico per ottenere il rilascio dei due attivisti e degli altri componenti della missione umanitaria.

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