Comuni uniti per ripristinare la linea Cavallermaggiore-Cantalupo

Le Amministrazioni interessate dal tratto hanno sottoscritto un documento per la Regione. Oltre 4mila le firme raccolte

Comuni uniti per ripristinare la linea Cavallermaggiore-Cantalupo

COMIS – La riattivazione della linea ferroviaria Cavallermaggiore-Cantalupo-Alessandria torna ad alimentare il dibattito pubblico. Il tema è stato affrontato venerdì 29 maggio a Nizza Monferrato in un incontro promosso dal Coordinamento mobilità integrata e sostenibile (Comis), insieme ad associazioni e comitati di pendolari impegnati da anni sul fronte del trasporto ferroviario locale.

La partecipazione dei sindaci

L’elemento politico più significativo emerso negli ultimi mesi è la convergenza delle Amministrazioni comunali interessate dal tracciato. Il presidente del Comis Fulvio Bellora ha sottolineato: «Da parte dei sindaci locali c’è stata una partecipazione molto ampia. Abbiamo così potuto indirizzare alla Regione un documento sottoscritto dagli amministratori di Cavallermaggiore, Bra, Alba, Castagnole delle Lanze, Neive, Canelli, Calamandrana, Nizza Monferrato, Incisa Scapaccino, Castelnuovo Belbo, Bruno, Bergamasco, Carentino, Oviglio e Alessandria. Mancano all’appello soltanto Costigliole d’Asti e Santo Stefano Belbo». In tutto, sono state raccolte oltre 4mila firme.

I tratti sospesi

La richiesta riguarda il ripristino della linea Cavallermaggiore-Cantalupo nei tratti oggi sospesi. Già nel 2010 era stato interrotto il collegamento ferroviario tra Alba e Castagnole delle Lanze a causa dei problemi nella galleria Ghersi, con la sostituzione del treno tramite autobus. Due anni dopo, si era arrivati alla chiusura definitiva della tratta. Nel tronco Bra-Cavallermaggiore il servizio passeggeri è stato sospeso durante la pandemia, ma circolano comunque dei convogli merci. Bellora aggiunge: «Tra Bra e Castagnole è stata riattivata, mentre verso Nizza transitano periodicamente dei treni storici, per cui basterebbero pochi adeguamenti tecnologici per consentire il ritorno del servizio ordinario. Più impegnativo, come investimento, è il ripristino del tratto Nizza-Cantalupo».

Tra gli argomenti portati all’attenzione della Regione vi è soprattutto il cambiamento della domanda di mobilità: «La valenza strategica della linea è oggi ancora più evidente rispetto a quando fu chiusa. Le persone si spostano per raggiungere scuole, università, ospedali e luoghi di lavoro. Sono esigenze che continuano a crescere».

Il collegamento con Pavia e Milano

Per l’Albese il tema assume un’importanza particolare: la riattivazione dell’intera direttrice consentirebbe di rafforzare il collegamento ferroviario anche con Pavia e Milano, offrendo nuove opportunità a pendolari e studenti universitari. Nella lettera inviata alla Regione è citato il documento unico di programmazione 2025-2027 dell’Agenzia della mobilità piemontese, che individua il ripristino della Cavallermaggiore-Bra tra le priorità del Bacino Sud. Bellora conclude: «Se i servizi continuano a ridursi, i paesi più piccoli rischiano di perdere residenti e opportunità. La ferrovia può essere uno strumento per mantenerli vivi e renderli più attrattivi».

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