di Serena Corradi
ALBA – Un riconoscimento che proietta il territorio albese sulla scena internazionale. Apro formazione è stata ammessa alla Unesco-Unevoc, la sezione delle Nazioni Unite specializzata nella formazione tecnica e professionale. Un traguardo importante se si pensa che, in tutta Italia, erano solo due i centri candidati. L’ente albese entra così in un circuito che conta 65 realtà formative selezionate in tutto il mondo, distribuite in più di 150 Paesi.
Un passo che conferma l’impegno svolto sul territorio e non solo dalla scuola fondata da don Gianolio, che va oltre il classico perimetro: «Per la parte di scuola dell’obbligo, tra Alba e Canelli abbiamo circa 550-600 iscritti, ma in realtà il nostro servizio si estende a oltre 6mila persone all’anno».
Apro si rivolge anche ad adulti, lavoratori, disoccupati e imprese tramite percorsi di aggiornamento e riqualificazione lavorativa. Ci sono anche i professionisti che frequentano corsi di sicurezza, meccanica, grafica, senza dimenticare lingue, cucina, previdenza sociale. È una rete che opera attraverso aree specializzate, come Alba accademia alberghiera, la formazione per gli operatori socio-sanitari e il comparto della robotica, ciascuna strutturata per rispondere alle filiere produttive locali. «Don Gianolio intuì che era necessario far evolvere la “malora” di allora per generare capacità professionali preziose per il presente e il futuro», ricorda Bosio. Quell’eredità, nel 1998, è diventata una società consortile che oggi vede uniti soci come il Comune di Alba, Confindustria, Confcommercio e Banca d’Alba. Le analisi confermano come l’approccio rimanga quello giusto: il rapporto che Apro sviluppa con Deloitte evidenzia un indice Sroi (il ritorno dell’investimento) importante. In sintesi, ogni euro investito in Apro ne genera 4,75 sul territorio in termini economici e sociali. Un moltiplicatore alimentato dagli stipendi erogati, dalla fitta rete di fornitori locali e da un tasso di occupazione sempre più elevato.

In tutto questo, la progettazione europea ha assunto un ruolo sempre più importante, a partire dai programmi di mobilità transnazionale e dai progetti Erasmus che coinvolgono diversi istituti superiori della zona. «La nostra linea strategica punta a mettere l’europrogettazione al servizio non solo dei nostri allievi, ma di tutte le realtà formative del territorio», spiega Federico Tubiello, che per Apro si occupa di ricerca e sviluppo internazionale ed è coordinatore del Centro Unesco-Unevoc. «Le collaborazioni spaziano dai progetti transfrontalieri, come “Devino”, focalizzato sull’innovazione enologica in sinergia con Vignaioli piemontesi, e molte altre iniziative».
L’inclusione e l’accompagnamento di ogni studente è essenziale: «Dietro ai nostri ragazzi c’è un percorso di crescita umana che rimane nell’ombra, ma che è fondamentale. Questo aspetto, unito alle competenze tecniche e all’alto livello dei laboratori servono a fornire gli strumenti necessari per padroneggiare gli ingranaggi di un mondo del lavoro sempre più selettivo e competitivo».
Su queste basi, l’ente punta ora ad allargare la sua rete internazionale, che conta già oltre 50 partner in 30 Paesi. Per gli studenti del territorio, l’ingresso nella rete Unevoc si tradurrà in percorsi di mobilità e scambio allineati ai più moderni canoni formativi. Per il sistema industriale locale, l’ente diventerà un canale preferenziale per intercettare l’innovazione digitale e le competenze legate alla transizione ecologica. La piattaforma delle Nazioni Unite trova così ad Alba un punto di riferimento strategico.
