di Fabio Gallina
AGRICOLTURA – Si avvicina la vendemmia del Moscato e, ancora una volta, il clima che la precede è segnato da una forte preoccupazione. La crisi che sta investendo il mercato mondiale del vino continua a pesare anche sulle produzioni di Asti e Moscato d’Asti, alimentando l’incertezza tra i viticoltori del territorio. A pochi mesi dalla raccolta, mancano ancora certezze su rese e prezzi delle uve, elementi fondamentali per garantire un reddito adeguato a fronte dei costi sostenuti dalle aziende agricole. Una situazione che coinvolge l’intera filiera e che negli ultimi mesi è stata al centro del dibattito pubblico, trovando ampio spazio sui media e in numerosi momenti di confronto.
Proprio per affrontare queste criticità, l’assessorato regionale all’Agricoltura ha convocato un tavolo con tutti gli attori del comparto, favorendo un confronto tra istituzioni, organizzazioni di categoria e rappresentanti del settore per analizzare le difficoltà del momento, valutare le prospettive future e individuare eventuali misure di sostegno. Altri incontri saranno previsti nelle prossime settimane direttamente sul territorio.
In questo contesto, l’associazione Comuni del Moscato, che rappresenta i 51 paesi della denominazione, condivide e rilancia le preoccupazioni espresse dal mondo produttivo. Il sodalizio richiama la necessità di una presa di coscienza collettiva e di una partecipazione unitaria per affrontare con responsabilità la situazione attuale, invitando a valutare con equilibrio e attenzione le decisioni che saranno assunte nelle sedi competenti, a partire dal Consorzio di tutela, soprattutto in merito alle rese della vendemmia 2026.
La produzione di Moscato rappresenta un patrimonio economico, storico e identitario che dev’essere preservato. Non solo per il valore delle sue denominazioni, ma anche per il ruolo svolto nella tutela delle aree viticole più difficili ed eroiche, che contribuiscono in modo determinante al paesaggio riconosciuto dall’Unesco. Asti e Moscato d’Asti devono tornare a essere protagonisti sui mercati, attraverso un impegno concreto dell’industria, chiamata a investire non soltanto sui numeri, ma anche sui valori e sull’identità del territorio.
Le campagne promozionali realizzate negli ultimi anni, pur sostenute da importanti risorse, non hanno prodotto i risultati attesi. Serve una strategia più continua, condivisa ed efficace, capace di coinvolgere realmente tutti i protagonisti della filiera. Ciò che ancora manca è una governance unitaria e rappresentativa dell’intero comparto, in grado di monitorare costantemente il settore e intervenire tempestivamente nelle fasi di difficoltà.
L’associazione Comuni del Moscato conferma la propria vicinanza ai produttori di uva e di vino, impegnandosi a difendere il valore del loro lavoro in ogni sede di confronto. Parallelamente prosegue il percorso di valorizzazione dei vini del territorio, con nuove iniziative, programmi ed eventi che saranno presentati nei prossimi mesi per rafforzarne l’immagine e la presenza proprio nelle aree di produzione.
