REGIONE – La Regione Piemonte riattiva l’Osservatorio sull’emergenza idrica per monitorare costantemente la disponibilità di acqua potabile, l’utilizzo agricolo delle risorse idriche, lo stato dei bacini fluviali e l’evoluzione dello scenario estivo. Tra le novità annunciate figura anche l’istituzione di un tavolo dedicato al Lago Maggiore.
La decisione arriva dopo l’analisi dei dati diffusi da Arpa Piemonte, che evidenziano una situazione di marcato deficit idrico sull’intero territorio regionale.
«Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio. Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l’Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorità», ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati.
I dati raccolti da Arpa Piemonte mostrano come le precipitazioni medie registrate nell’ultimo mese siano risultate inferiori del 44% rispetto alla media del periodo 1991-2020. L’intero Piemonte è stato interessato da un deficit pluviometrico, con le situazioni più critiche nelle aree settentrionali e orientali, dove lo scarto negativo raggiunge il 50%.
Le condizioni di siccità vengono classificate da lievi a moderate sia sulla scala temporale di un mese sia su quella di tre mesi, principalmente a causa delle scarse precipitazioni registrate tra marzo e aprile.
Anche il fronte delle temperature desta preoccupazione. A maggio è stata registrata un’anomalia positiva di circa 1,1 gradi rispetto alla norma climatica 1991-2020. Nonostante un inizio mese relativamente fresco, il maggio 2026 si colloca come il settimo più caldo degli ultimi settant’anni, soprattutto a causa delle temperature elevate registrate nell’ultima decade del mese.
Sul fronte delle risorse idriche superficiali, il mese di maggio ha fatto registrare valori inferiori alla norma del 31% per quanto riguarda l’acqua immagazzinata sotto forma di neve, gli invasi e il Lago Maggiore. A incidere è stata soprattutto la drastica riduzione del manto nevoso nelle aree occidentali e settentrionali della regione.
In difficoltà anche i principali corsi d’acqua piemontesi. Il fiume Sesia, a Palestro, ha registrato una portata media inferiore del 67% rispetto ai valori storici. Situazioni simili interessano il Tanaro, il Varaita e il Toce, con deficit attorno al 50%, mentre il Po, alla chiusura del bacino piemontese, presenta una portata media mensile inferiore del 46% rispetto alla media storica.
Preoccupano inoltre i dati relativi alle falde superficiali. I livelli risultano quasi ovunque inferiori ai valori attesi per il periodo e in alcune zone superano il 75° percentile, un indicatore che potrebbe anticipare l’insorgere di condizioni di criticità.
Anche le prospettive per le prossime settimane non lasciano spazio all’ottimismo. Secondo l’ultimo bollettino aggiornato alla scorsa settimana, nel mese di giugno le precipitazioni risultano inferiori del 50% rispetto alla norma e lo stesso andamento riguarda le portate dei corsi d’acqua. I bacini maggiormente in sofferenza sono quelli situati a sud del Po.
Le previsioni indicano inoltre temperature superiori alla media stagionale di 5-6 gradi e precipitazioni ancora inferiori ai valori climatici di riferimento. La disponibilità idrica tenderà quindi a diminuire ulteriormente nelle aree occidentali della regione e nel Cuneese, mentre nel resto del Piemonte la situazione dovrebbe rimanere sostanzialmente invariata.
Redazione
