di Davide Barile
ITINERARI – Quando si parla di tutela della natura in Italia, le Oasi della Lipu rappresentano una delle esperienze più significative e longeve. Nate con l’obiettivo di proteggere gli habitat più preziosi per l’avifauna e la biodiversità, sono oggi aree in cui conservazione, ricerca scientifica, educazione ambientale e fruizione sostenibile convivono in un equilibrio che negli anni è diventato un modello.
Mentre la Lipu è stata fondata tra Roma e Napoli nel 1965, la prima Oasi nacque nella Granda: nel 1979 fu istituita la Riserva naturale di Crava Morozzo, oggi è una rete che comprende, in tutta Italia, una trentina di aree protette e 9 centri di recupero della fauna selvatica. Tra questi ultimi vi è pure la struttura di Tigliole, attiva dal 1997, base per tutti gli interventi nell’Astigiano e nelle zone limitrofe.
Le Oasi della Lipu favoriscono la conservazione degli ecosistemi, monitorano le popolazioni di uccelli e altre specie selvatiche, recuperano ambienti degradati e diffondono la cultura rispetto per la natura. La riserva di Crava (frazione di Rocca de’ Baldi) e Morozzo ha origine da due bacini artificiali dell’Enel che, negli anni, hanno assunto caratteristiche naturali. A loro si aggiunge un tratto di tre chilometri del fiume Pesio in corrispondenza della confluenza del torrente Brobbio. Tutela zone umide, boschi planiziali, prati e corsi d’acqua che costituiscono uno degli ambienti più ricchi del Piemonte per la fauna selvatica. Gli stagni e le lanche attirano aironi, garzette, svassi, martin pescatori e numerosi anatidi durante le migrazioni e nei boschi trovano rifugio picchi, rapaci e passeriformi. Sovente si osservano caprioli, volpi e numerose specie di anfibi, ottimi indicatori della buona qualità ambientale. L’Oasi è accessibile in qualunque orario in modo gratuito: sentieri, osservatori faunistici e capanni consentono ai visitatori di esplorare l’ambiente circostante senza disturbare gli animali. Il Piemonte è uno dei principali corridoi migratori del Nord Italia, pertanto l’attività di monitoraggio scientifico dell’avifauna assume un valore rilevante.
Nel resto della Penisola, l’Oasi più vicina è la Palude Brabbia di Inarzo (Varese), uno dei principali esempi di palude d’acqua dolce con un’ampia varietà di uccelli acquatici. Nelle Paludi di Ostiglia, lungo il Mincio, si possono osservare aironi, tarabusi e specie legate agli ambienti umidi, mentre l’Oasi di Arcola (La Spezia), è punto di riferimento per l’avifauna della piana del Magra. Nella Laguna Veneta, la riserva di Ca’ Roman è uno dei siti per la nidificazione del fratino e la sosta di molti limicoli durante le migrazioni.
L’estate è il periodo ideale per conoscere meglio le zone tutelate dalla Lipu. Oltre alle passeggiate e alle osservazioni libere, sempre più quotata è la pratica del cosiddetto birdwatching.
