ALBA – Monsignor Lanzetti ha incarnato i valori e l’esempio di Gesù buon pastore «nella sua vita e nel suo ministero, dedicandosi con passione e generosità alla cura delle anime a lui affidate. Ricordo con affetto i momenti in cui monsignor Giacomo si è fatto vicino ai più vulnerabili, ai sofferenti, agli emarginati. La sua presenza era una fonte di conforto e di speranza per molti». Così monsignor Marco Brunetti ha ricordato la figura di Giacomo Lanzetti nell’omelia, durante i funerali del vescovo emerito di Alba, deceduto giovedì 2 luglio a Torino. «Il suo motto episcopale, Sincero corde servire (Servire con cuore sincero), riassume perfettamente la sua missione. La sua vita è stata un continuo esempio di come si possa servire gli altri con un cuore sincero, mettendo da parte i propri interessi per il bene della comunità».
Brunetti ha ricordato gli anni di Lanzetti come pastore nella diocesi di Alba: «La visita pastorale alla diocesi gli ha permesso di incontrare tutte le comunità parrocchiali e tante realtà del territorio, incoraggiando un nuovo slancio missionario per la nostra Chiesa». E gli ultimi anni della sua vita «segnati dalla malattia che lui ha vissuto con grande dignità. Ogni volta che andavo a trovarlo non mancava di incoraggiarmi, con la sua sottile ironia, domandandomi notizie della diocesi di cui si sentiva parte».
La salma di monsignor Lanzetti sarà tumulata nella cripta della cattedrale di Alba.
Di seguito il testo completo dell’omelia:

Messa esequiale per mons. Giacomo Lanzetti vescovo emerito di Alba
Omelia del vescovo Marco
Cattedrale San Lorenzo
Alba – 4 luglio 2026
Carissimi familiari, confratelli vescovi e sacerdoti e fedeli qui riuniti, oggi siamo chiamati a rendere omaggio a un pastore della Chiesa, un uomo di fede, un servitore del Vangelo e un amico.
Oggi ci riuniamo per celebrare la vita e il ministero di Monsignor Giacomo Lanzetti, già vescovo ausiliare di Torino, poi vescovo di Alghero-Bosa e infine vescovo di Alba. La sua vita è stata un esempio luminoso di dedizione e amore per Dio e per il prossimo, e il suo motto episcopale, “Sincero corde servire” (Servire con cuore sincero), riassume perfettamente la sua missione.
Le letture scelte per questa celebrazione sono profondamente significative e ci offrono un’importante riflessione sulla figura del buon pastore, come descritto nel Vangelo di Giovanni. In questo Vangelo, Gesù si presenta come il buon pastore che conosce le sue pecore e le sue pecore conoscono lui. Questo legame profondo tra il pastore e il suo gregge è il fondamento di una relazione basata sulla fiducia, sull’amore e sulla cura reciproca. Monsignor Lanzetti ha incarnato questi valori nella sua vita e nel suo ministero, dedicandosi con passione e generosità alla cura delle anime a lui affidate.
La figura del buon pastore ci parla di un ministero che non è solo un compito, ma una vocazione, un dono che richiede impegno, sacrificio e, soprattutto, un cuore sincero. Monsignor Giacomo, don Mino, soprattutto per i torinesi, ha sempre cercato di mettere in pratica il suo motto episcopale, servendo la comunità con umiltà e dedizione. Ogni sua azione, ogni sua parola, era rivolta a costruire relazioni autentiche tra le persone, per accompagnarle nel loro cammino di fede.
Ricordo con affetto i momenti in cui Monsignor Giacomo si è fatto vicino ai più vulnerabili, ai sofferenti, agli emarginati. La sua presenza era una fonte di conforto e di speranza per molti. Non si è mai tirato indietro di fronte alle sfide, ma ha affrontato ogni situazione con coraggio e determinazione. La sua vita è stata un continuo esempio di come si possa servire gli altri con un cuore sincero, mettendo da parte i propri interessi per il bene della comunità.
Il Vangelo di Giovanni ci ricorda che il buon pastore dà la vita per le pecore. Monsignor Lanzetti ha vissuto questa verità in modo straordinario. Ha dedicato la sua vita al servizio della Chiesa e del popolo di Dio, affrontando le difficoltà e le sfide con fede e determinazione. La sua dedizione non si limitava solo al suo ministero, ma si estendeva a tutti coloro che incontrava lungo il suo cammino. Ogni incontro era un’opportunità per condividere l’amore di Cristo e per portare un messaggio di speranza e di salvezza.
Monsignor Giacomo ha sempre lavorato instancabilmente per promuovere una pastorale creativa, attenta ai segni dei tempi, senza scendere a compromessi.
La sua capacità di ascoltare, di comprendere e di accogliere gli altri è stata una testimonianza vivente dell’amore di Dio. Ha dimostrato che il servizio non è solo un dovere, ma una vera e propria missione, un modo per manifestare la presenza di Cristo nel mondo, nonostante i sacrifici e le incomprensioni.
Nel suo ministero, Monsignor Giacomo ha sempre cercato di essere un pastore secondo il cuore di Dio, seguendo l’esempio di Cristo. Ha compreso l’importanza di accompagnare le persone nel loro cammino di fede, offrendo loro sostegno e guida. La sua presenza tra i fedeli era un segno tangibile dell’amore di Dio, e la sua capacità di comunicare la gioia del Vangelo ha toccato molti cuori.
La visita pastorale alla diocesi gli ha permesso di incontrare tutte le comunità parrocchiali e tante realtà del territorio, incoraggiando un nuovo slancio missionario per la nostra Chiesa.
Gli ultimi anni della sua vita sono stati segnati dalla malattia che lui ha vissuto con grande dignità, finché ha potuto, accompagnato dai suoi amici della Parrocchia di San Benedetto ha concelebrato l’Eucarestia nella Parrocchia della Crocetta a Torino insieme al confratello e amico Mons. Guido Fiandino.
Ogni volta che andavo a trovarlo non mancava di incoraggiarmi, con la sua sottile ironia, domandandomi notizie della diocesi di cui si sentiva parte.
Oggi, mentre ci raccogliamo in preghiera per Monsignor Giacomo, siamo chiamati a riflettere su come possiamo continuare la sua opera. La sua vita ci invita a essere pastori nella nostra vita quotidiana, a servire gli altri con cuore sincero, a mettere in pratica l’amore di Cristo in ogni azione. Siamo chiamati a essere testimoni di speranza e di amore, a portare avanti il suo messaggio di pace e di riconciliazione.
Monsignor Giacomo ci ha lasciato un’eredità preziosa, un esempio di come si possa vivere la propria fede con autenticità e passione. La sua vita ci invita a non avere paura di servire, a non avere paura di dare noi stessi per gli altri. In un tempo in cui il mondo ha bisogno di testimoni di speranza e di amore, il suo esempio ci incoraggia a essere agenti di cambiamento, a portare la luce di Cristo nelle tenebre.
Mentre ci congediamo da Monsignor Giacomo, ricordiamo le sue parole, il suo sorriso e il suo amore. Ricordiamo la sua dedizione al servizio degli altri e la sua passione per il Vangelo. Che il suo esempio possa ispirarci a vivere con cuore sincero, a servire gli altri con amore e a portare avanti il suo messaggio di speranza.
Preghiamo affinché Monsignor Giacomo Lanzetti possa riposare in pace, nella luce eterna di Dio. Che il Signore accolga la sua anima e lo premi per il suo servizio generoso e sincero. E mentre ci congediamo da lui, portiamo nel nostro cuore il suo esempio e la sua eredità, continuando a servire con cuore sincero, proprio come ha fatto lui. Amen.
Il cordoglio per monsignor Lanzetti






