CORNELIANO Ad aprile è mancata, alla casa di riposo Maria Assunta di Castellero, la ragioniera Maria Giacosa, una delle menti e dei cuori che, con visione e tenacia, hanno dato vita alla struttura. Maria non è stata solo una firmataria su un atto. È stata tra i primi a credere che dal vecchio ricovero Canavero si potesse realizzare una casa di riposo moderna, nel centro del paese, dove gli anziani potessero essere accolti con dignità, cura e affetto.
Quando la casa era solo un’idea, lei c’era: nei comitati, nelle riunioni, a bussare alle porte per chiedere aiuto, a mettere tempo ed energie. Il suo sogno, condiviso con il parroco don Gino e con il primo presidente Giovanni Parusso, era semplice e grande: che nessun anziano del paese si sentisse solo, che ogni letto, ogni corridoio, ogni sorriso avesse il calore di una casa vera. Dal 1974 la fondazione Maria Assunta di Castellero esiste, cresce e accoglie ospiti grazie anche alla sua tenacia. La casa di riposo la ringrazia per l’eredità morale lasciata, un’opera che parla più di mille parole. «Ho fatto solo il mio dovere», diceva. In realtà ha fatto molto di più: ha costruito il futuro degli altri.
Raccontano i responsabili della Rsa: «Abbiamo avuto il privilegio di prenderci cura di lei nell’ultimo anno e, quando Maria scendeva la scalinata per andare ancora tutti i giorni in ufficio, ci ricordava che un corrimano sarebbe stato indispensabile per chi aveva le gambe stanche. E così lo abbiamo fatto, con il benestare delle figlie, che con la loro donazione hanno permesso che Maria ci donasse ancora un ultimo consiglio e un segno concreto per la casa di riposo. Ora, una targa sul corrimano che accompagna all’ingresso porta il nome di Maria Giacosa e siamo certi di aver esaudito un suo desiderio».
