Caldo estremo: la Cgil Piemonte chiede più controlli

Il sindacato denuncia il mancato rispetto dell’ordinanza regionale e annuncia una mobilitazione il 16 luglio

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LAVORO – A oltre un mese dall’entrata in vigore dell’ordinanza della Regione Piemonte contro il caldo estremo, la Cgil Piemonte lancia un nuovo allarme sul rispetto delle misure di tutela nei luoghi di lavoro. Secondo il sindacato, il provvedimento rischia infatti di trasformarsi in «un’ordinanza fantasma»: una norma condivisibile nei principi, ma troppo spesso disattesa e priva di un adeguato sistema di controlli.

Per fare il punto sulla situazione, la Cgil Piemonte ha convocato una conferenza stampa per martedì 14 luglio, durante la quale presenterà i dati delle segnalazioni raccolte sul territorio regionale riguardo al mancato rispetto dell’ordinanza. Nella stessa occasione sarà annunciata anche una mobilitazione regionale in programma il 16 luglio.

L’obiettivo dell’iniziativa è chiedere controlli più efficaci, sanzioni nei confronti di chi non rispetta le disposizioni e la piena applicazione delle misure di prevenzione previste per tutelare i lavoratori esposti al rischio derivante dalle elevate temperature.

Nel confronto con la Regione Piemonte, il sindacato ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare gli organici degli SpreSAL e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ritenendo indispensabile un sistema di vigilanza più capillare. «Senza controlli – sostiene la Cgil – le tutele restano soltanto sulla carta».

Le segnalazioni raccolte riguardano diversi comparti produttivi, tra cui agricoltura e florovivaismo, food delivery, cantieri edili, cave, logistica, terziario e servizi. Secondo il sindacato, «la salute delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere affidata alla disponibilità delle aziende né scaricata sulle scelte individuali di chi lavora».

Redazione

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