Dal Piemonte Sud al Lazio per prevenire gli incendi: l’esperienza dei volontari dell’Aib

Tra loro c'è anche Giovanni Menaldi, giovane di Cortemilia, che ci ha raccontato il suo impegno su questo fronte

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di Davide Barile e Francesca Pinaffo

ALBAIn Provincia di Cuneo l’Aib (Volontari antincendio boschivo) conta su settecento volontari suddivisi nelle 34 squadre (tra cui Alba, Bra, Montà e Cortemilia), che operano soprattutto nelle vallate del Cuneese, nelle Langhe e nelle zone montane. Come avviene dal 2005, durante l’estate i volontari del Sud Piemonte (Cuneo, Asti e Alessandria) avviano dei gemellaggi con le zone italiane maggiormente a rischio.

A parlarne è Daniele Cora, componente della direzione piemontese: «Tutto era iniziato con la Liguria e, nel corso degli anni, abbiamo dato una mano in diverse regioni. Da sabato 11 a domenica 18 luglio, la colonna mobile del Piemonte Sud è stata a Fondi, in provincia di Latina: vi erano nove operatori volontari dalla Granda, quattro dall’Astigiano e tre dall’Alessandrino con due mezzi operativi e tre di supporto». La zona delle operazioni è stata il basso Pontino laziale, tra i monti Ausoni, i monti Aurunci e i settori prossimi al mare, da Gaeta al parco del Circeo. «Tre operatori cuneesi e tre alessandrini saranno operativi, con turni settimanali, fino al 17 agosto in Sardegna e, in seguito, ci recheremo pure in Calabria», prosegue Daniele Cora.

La squadra partita dalla nostra area. 

I gemellaggi rientrano nell’ambito della campagna nazionale contro gli incendi boschivi e l’Aib interviene dove è stata formulata richiesta di supporto. «Quest’anno, a causa della siccità, il livello di allerta è massimo pure in Piemonte, ma solitamente il rischio nella nostra regione è più alto in inverno. Per tale motivo, durante l’estate i nostri volontari si rendono disponibili a dare manforte anche altrove».

L’esperienza di un giovane

Tra chi ha partecipato al gemellaggio in Lazio, a metà luglio, c’è Giovanni Menaldi, ventisettenne di Cortemilia. Laureato in scienze agrarie a Torino e oggi impegnato come insegnante di scuola secondaria e tecnico nel settore delle nocciole, ha deciso di unirsi all’Aib e di formarsi in tal senso: «Mi sono avvicinato a questo ambito di volontariato durante la pandemia. Per via della mia formazione e della mia passione per la tutela del territorio, mi è sembrato naturale. Ho completato il mio percorso di formazione e sono stato felice di partire per il Lazio», dice Giovanni.

La zona di Fondi, scelta come base, è considerata ad alto rischio: «Il nostro compito era pattugliare il territorio e, in caso di incendi, si passava all’azione. Siamo stati accolti presso il campo base allestito nell’istituto scolastico San Francesco. L’esperienza è stata molto positiva, perché siamo entrati in contatto con realtà diverse dalla nostra, vedendo anche modi di agire differenti. Sono stati giorni molto formativi per ognuno di noi». Oltre al Piemonte Sud, sono stati impegnati nel Lazio anche gli altri gruppi della colonna mobile regionale.

Giovanni conclude: «Il volontariato esige molto impegno, ma è anche un’attività che restituisce molto. Penso agli incontri con le persone e anche alle attività nelle scuole, con le quali cerchiamo di lavorare sui concetti di prevenzione».

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