di Lino Ferrero
BRA – «Tua mamma, morendo, ha espresso il desiderio che tu diventassi sacerdote, però mi ha raccomandato di non dirtelo per non condizionarvi». Ci sono parole che rimangono scritte nel cuore per sempre, capaci di fiorire anche a distanza di decenni. Per don Venanzio Floriano, sacerdote Paolino originario di Bra, queste parole hanno il profumo di una carezza antica: quella di sua nonna Cristina, che decise di rivelargli il segreto solo quando il suo cammino era ormai già tracciato. È stato il promotore del rinnovamento della cartellonistica posta sulla cinta del pruneto nella piazzetta antistante l’antico santuario e uno dei promotori della posa in opera della statua di don Alberione nella nicchia all’ingresso dell’antico santuario.

Sua mamma si chiamava Fernanda. Quando se n’è andata, don Floriano aveva appena sette anni. Era solo un bambino, ma nel cuore di quella madre c’era già un desiderio grande, affidato alla preghiera e al silenzio protettivo della nonna. Una scelta d’amore profonda: non forzare mai i passi di quel figlio, lasciando che fosse il Signore, a tempo debito, a bussare alla sua porta. E il Signore ha bussato. Il 2 luglio 1962, quel bambino è diventato don Floriano e domani (giovedì 2 luglio) questo legame speciale taglia un traguardo straordinario: 64 anni di ordinazione sacerdotale. Più di sei decenni spesi al servizio del Vangelo, vissuti sotto lo sguardo attento e premuroso della Madonna dei fiori, alla quale don Floriano è da sempre legatissimo, portando nel cuore le sue radici braidesi ovunque il ministero lo abbia condotto.
Un anniversario che non è il festeggiamento di un uomo, ma la celebrazione di una promessa mantenuta. «Gustate con me la fedeltà del Signore», dice don Floriano con la voce colma di gratitudine. «La fedeltà del Signore è straordinaria». In un traguardo così bello, il regalo più grande è il più semplice e potente di tutti: la vicinanza di chi gli vuole bene. L’invito di don Floriano per questo anniversario è un abbraccio invisibile che unisce la terra al cielo: «Riempitemi della vostra preghiera». Un modo per dirgli grazie e per continuare a camminare insieme a lui, custodi di quel desiderio iniziato tanti anni fa nel cuore di mamma Fernanda.
