La Lidl si sposta in corso Piave: addio all’ultimo grande campo coltivabile della zona

La Lidl si sposta in corso Piave: addio all'ultimo grande campo coltivabile della zona

di Beppe Malò

ALBAEra l’ultimo grande campo compreso tra corso Piave e corso Europa. Da qualche tempo è stato trasformato in una spianata di terra che si prepara ad attendere una nuova destinazione. Il fatto ci è stato segnalato da un lettore che, attraverso una lettera, ha voluto condividere con il nostro settimanale la tristezza, la preoccupazione, il rammarico e «il dissenso per l’avvio del cantiere destinato alla realizzazione del supermercato Lidl in corso Piave».

E ha proseguito: «La reputazione del nostro territorio è quella di uno straordinario patrimonio paesaggistico, agricolo e culturale. Ogni nuova edificazione che comporti consumo di suolo dovrebbe essere valutata con la massima prudenza e, solo avendo dimostrato che non ci sono alternative, in un contesto in cui le Amministrazioni in Italia e in Europa investono sui vantaggi ambientali prodotti dalla depavimentazione, la sfida dovrebbe essere quella di evitare al massimo il consumo del suolo».

A tal proposito, alcuni anni fa una protesta di cittadini aveva fatto emergere la già massiccia presenza di supermercati nella zona, circa una decina, a fronte di una città che supera di poco i 30mila abitanti e per la quale è difficile ipotizzare un fabbisogno in linea con questa abbondanza.

Abbiamo cercato di fare chiarezza sul nuovo insediamento. L’intervento in via di attuazione non è relativo alla collocazione di un nuovo punto vendita Lidl. In realtà, si lavora per trasferire in corso Piave il punto vendita già attivo poco oltre, in direzione Cantina Roddi, che sarà trasformato in un magazzino di stoccaggio e approvvigionamento merci.

La Lidl si sposta in corso Piave: addio all'ultimo grande campo coltivabile della zona 1

In corso Piave sarà allestito un punto vendita di media struttura, più vicino al centro città. Rimane invariato il numero dei supermercati, così come l’elevata concentrazione nell’area in questione: a breve distanza sono presenti il Penny, l’ex Carrefour, il Presto fresco, ma cresce il consumo di suolo cittadino.

Il punto di vista dell’Amministrazione

Spiega il sindaco, Alberto Gatto: «Sulla base del Piano regolatore attualmente vigente, si tratta di un intervento del tutto legittimo, in quanto l’area è prevista per attività commerciali. In particolare, si tratta di un piano esecutivo in convenzione molto datato, risalente ad almeno 10 o 12 anni fa, che ora è stato avviato. L’area del nuovo supermercato sarà completata dalla creazione di uno spazio a verde pubblico, dalla sistemazione generale e da un importante intervento di regimazione per mezzo di un canale di scolo che raccoglierà le acque provenienti dalla collina di Santa Rosalia e dalla zona di San Cassiano».

Gatto entra anche nel merito delle preoccupazioni e del rischio di consumo di suolo: «Condivido la preoccupazione del lettore e, in questo senso, stiamo lavorando alla revisione dell’attuale Piano. Il nuovo strumento urbanistico terrà nel massimo conto i temi della limitazione del consumo del suolo, del riutilizzo di strutture in disuso, della depavimentazione per limitare gli effetti delle isole di calore e ridare permeabilità al terreno. Investiremo molte risorse su queste strategie ambientali, essenziali per il nostro futuro».

Non manca un commento di Roberto Cavallo, assessore all’ambiente albese e delegato Anci alle attività produttive: «Se le politiche ambientali sono importanti, bisognerà impegnarsi per cambiare la legge, che di fatto oggi esautora i Comuni dalla potestà di prendere decisioni in autonomia per quanto riguarda licenze, orari e collocazione di attività commerciali». Cavallo conclude: «Attualmente siamo quasi in una situazione di deregolamentazione e le competenze sono in capo alla Regione».

C’è chi sui social ha scritto che servirebbero più parchi piuttosto che supermercati. Ma quella di corso Piave, al momento, sembra essere una storia diversa.

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