testi e foto di Pierangelo Vacchetto
CANALE – Non è stato soltanto un concerto, ma un viaggio nella storia del rock progressivo italiano quello che Le Orme hanno regalato ieri sera (lunedì 27 luglio) al pubblico della Fiera del Pesco di Canale. Una serata che ha chiuso idealmente il percorso dedicato ai grandi protagonisti del progressive italiano, iniziato con la Premiata forneria Marconi e proseguito lo scorso anno con il Banco del mutuo soccorso.
Prima dell’ingresso della band Fabio Sibona presidente della fiera, ha ricordato come questo progetto sia nato grazie all’intuizione di Pinuccio Bracco, al quale è stato rivolto un sentito ringraziamento dal palco. Gli organizzatori hanno sottolineato come il “trittico” dedicato ai grandi nomi del prog abbia rappresentato uno dei momenti più significativi delle ultime edizioni della manifestazione, ringraziando anche gli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa e il numeroso pubblico presente.
È stata anche annunciata la tournée che il prossimo anno vedrà sullo stesso palco Le Orme, Banco del mutuo soccorso, New trolls e Bernardo Lanzetti, con una tappa già fissata il 20 maggio al teatro Colosseo di Torino. È stato ricordato come il progressive rock sia nato alla fine degli anni Sessanta con gruppi come Procol harum, King crimson, Yes e Genesis, prima di trovare in Italia una straordinaria stagione creativa.
Anche Le Orme rimasero folgorate dal festival dell’isola di Wight del 1970 e, una volta rientrate in Italia, decisero di proseguire l’attività come trio, dando vita poco dopo a Collage, il disco destinato a cambiare la loro storia. Ad aprire il concerto è stato proprio il lungo brano strumentale Collage. Non fu il primo disco progressive pubblicato in Italia, ma fu il primo a ottenere un grande successo commerciale, diventando uno spartiacque per la musica italiana e aprendo definitivamente la strada al progressive nazionale. Un lavoro nel quale tastiere, continui cambi di tempo, influenze classiche e rock si fusero in uno stile che ancora oggi rappresenta uno dei vertici del genere.
Prima di proseguire, il cantante e bassista Luca Sparagna in compagnia di Aligi Pasqualetto alle tastiere e degli storici Michele Boe e del batterista Miki de Rossi uno dei tre fondatori del gruppo, ha spiegato la filosofia della serata: proporre una scaletta capace di unire le anime delle Orme, quella più sperimentale del progressive e quella melodica che ha conquistato il grande pubblico. «Le Orme sono forse un unicum nella musica italiana, ha raccontato, perché hanno saputo unire il rock progressivo, quello metafisico e immaginifico, con grandi canzoni che hanno avuto anche un enorme successo popolare. Questa sera abbiamo deciso di fare un po’ dell’uno e un po’ dell’altro, così da accontentare sia gli appassionati del progressive sia chi ama semplicemente la bella musica italiana».
Dopo Sera è arrivata Senti l’estate che torna, prima di riportare il pubblico agli anni del grande successo con Canzone d’amore, vincitrice del Festivalbar 1975, seguita da Morte di un fiore e Una dolcezza nuova. Il concerto ha alternato continuamente la produzione più popolare ai grandi capolavori del progressive. Da Gioco di bimba a Uomo di pezza alla delicata Figure di cartone, che il gruppo ha introdotto ricordando il talento compositivo dello storico tastierista Tony Pagliuca, autore di una pagina musicale capace di raccontare «con poesia e delicatezza quasi cristallina i piccoli e grandi drammi dell’esistenza».
Uno dei momenti più intensi della serata è stato naturalmente l’omaggio a Felona e Sorona, il concept album del 1973 considerato il capolavoro assoluto delle Orme. Prima Sospesi nell’incredibile, quindi Felona, hanno riportato il pubblico dentro il racconto dei due pianeti gemelli, simbolo dell’eterno dualismo tra luce e oscurità, felicità e dolore, speranza e disperazione. Presentando questi brani, la band ha ricordato come il linguaggio del progressive riuscisse spesso a raccontare temi sociali e profondamente umani attraverso immagini fantastiche e metafore. «Quando le parole non bastavano arrivava l’immaginazione. Felona e Sorona racconta proprio questo eterno equilibrio tra bene e male, tra solarità e tristezza».
La serata è proseguita con Verità nascoste, Marinai, il brano presentato al Festival di Sanremo nel 1987, e con un emozionante omaggio agli amici della Premiata forneria Marconi attraverso Impressioni di settembre, accolta da un lungo applauso. Prima del bis è arrivata Sguardo verso il cielo, mentre la chiusura è stata affidata ad Amico di ieri, dedicata «a tutti quelli che negli anni hanno dato vita e continuità alle Orme», un ricordo affettuoso dei musicisti che hanno scritto la storia della formazione veneziana. Applausi lunghi e pubblico in piedi hanno salutato una delle band più importanti della musica italiana. A oltre cinquant’anni dalla nascita di Collage, Le Orme continuano a dimostrare come il progressive non sia soltanto un genere musicale, ma un patrimonio culturale capace ancora oggi di emozionare, raccontare e far sognare.









