di Sara Canta
SALUTE – La ricerca in sanità non riguarda solo nuove terapie o farmaci. Può anche tradursi in nuovi modelli di assistenza, utili ad accompagnare il paziente oltre il ricovero. È questo l’obiettivo di Trace-Gin, studio promosso dalla struttura di ostetricia, ginecologia e ginecologia oncologica dell’ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno.
Il progetto dell’Asl Cn2 valuta l’impiego della telemedicina nel monitoraggio e accompagnamento post-intervento delle donne sottoposte a chirurgia ginecologica, in particolare per patologie ginecologiche benigne, uro-ginecologiche e oncologiche. L’obiettivo è verificare se la relazione sanitaria a distanza possa ridurre gli accessi ospedalieri non programmati nei 30 giorni successivi all’intervento e migliorare la gestione del periodo post-operatorio. Nel concreto, attraverso una piattaforma digitale, le pazienti restano in contatto con medici e infermieri anche dopo la dimissione, possono inviare informazioni sul proprio stato di salute e ricevere indicazioni senza doversi recare in ospedale.
Oltre alla riduzione degli accessi non programmati, i ricercatori analizzeranno la capacità del sistema di individuare precocemente le complicanze, l’aderenza al percorso digitale, la soddisfazione delle pazienti, l’impatto sulla qualità della vita e l’influenza di fattori come età e indice di massa corporea.
Lo studio si articolerà in più fasi. Inizialmente verranno analizzati i dati clinici già raccolti a partire dal 1° gennaio 2021. Inizierà poi una fase prospettica della durata di 24 mesi, durante la quale verranno raccolti nuovi dati. «Una volta conclusa questa fase, saranno necessari circa sei mesi per analizzare i risultati e prepararne la pubblicazione su una rivista scientifica», spiega Manuela Alessio, coordinatrice di ricerca clinica dell’Asl Cn2.
Alessio conclude: «La diffusione dei risultati rappresenta un passaggio fondamentale, perché permetterà di condividere le conoscenze acquisite con la comunità scientifica e, ci auguriamo, di contribuire a migliorare la cura delle pazienti». Nelle interviste presenti in queste pagine parliamo con gli operatori che si sono occupati di sviluppare il progetto.

