LAVORO – Prenderanno il via il 1° settembre i nuovi avvisi rivolti ai Comuni per i cantieri di lavoro della Regione Piemonte, promossi dall’assessorato regionale al Lavoro.
La nuova edizione introduce alcune importanti novità. Aumentano innanzitutto le risorse, che passano da 10 a 13 milioni di euro per il 2026, mentre si abbassa il limite di età per partecipare, che scende da 56 a 50 anni. Inoltre, il costo dell’indennità percepita dal cantierista sarà interamente finanziato dalla Regione, senza cofinanziamento da parte dei Comuni e degli altri soggetti pubblici proponenti, con l’obiettivo di incentivare l’attivazione dei percorsi.
«Con questi tre bandi mettiamo in campo una misura concreta per chi trova difficoltà ad accedere al mondo del lavoro. Insieme alle risorse, aumenta anche il sostegno alle persone in difficoltà affinché restino attive per il bene della comunità e recuperino una fonte di reddito aggiuntiva su sussidi di disoccupazione. Un nuovo traguardo sociale segnato dal Piemonte», dichiara il vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Lavoro, Maurizio Marrone.
I cantieri prevedono l’inserimento temporaneo presso enti pubblici per svolgere lavori di interesse pubblico nei settori ambientale, culturale, turistico e dei servizi alla persona.
Durante il percorso, i partecipanti mantengono lo status di disoccupati e percepiscono un’indennità di partecipazione. I soggetti attuatori – Comuni, Unioni di Comuni e organismi di diritto pubblico – potranno presentare progetti che saranno valutati in base alla qualità, alla sostenibilità e alla capacità di offrire percorsi formativi integrati.
Cosa sono i cantieri di lavoro
I cantieri di lavoro sono misure di politica attiva rivolte a persone che incontrano maggiori difficoltà nel rientrare nel mercato del lavoro. Possono essere attivati principalmente da Comuni, Unioni di Comuni e organismi di diritto pubblico attraverso iniziative temporanee e straordinarie che prevedono l’inserimento di persone disoccupate in attività di servizio pubblico. Tra i destinatari rientrano disoccupati over 45, over 58 senza requisiti per la pensione, persone con disabilità e persone sottoposte a misure di restrizione della libertà personale.
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Redazione
