Clavesana, indagine su amministratori, professionisti e società: contestati falso, peculato e detenzione illecita di armi

L'operazione "Ri-Deliberiamo" ipotizza, a vario titolo, i reati di falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale, peculato e detenzione illecita di armi. Coinvolti pubblici ufficiali, liberi professionisti e società nell'ambito dell'inchiesta

Clavesana, indagine su amministratori, professionisti e società: contestati falso, peculato e detenzione illecita di armi

Comunicato stampa

La PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CUNEO ha da poco emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari si una complessa attività di indagine sviluppata dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri Forestale di Cuneo, che ha visto coinvolta gran parte dell’Amministrazione comunale del Comune di Clavesana, in carica a partire dal 2017 fino ai primi mesi del 2024. I militari hanno condotto le attività di indagine sotto la direzione della Procura della Repubblica di Cuneo a partire dal mese di luglio 2024.

L’esito dell’indagine contesta più reati, come falsità materiale ed ideologica commessi da pubblico ufficiale e peculato inerenti alla procedura di vendita di terreni di proprietà del Comune di Clavesana a soggetti esterni all’Amministrazione senza la prevista procedura di vendita. Proprio per tale motivo il personale del Nucleo Investigativo avviava una complessa attività di indagine, scaturita a seguito dell’effettuazione di delega di accertamenti disposta dalla Procura della Repubblica di Cuneo che, nell’arco di due anni, ha portato alla luce diversi profili di responsabilità a carico di undici persone tra i quali gli acquirenti dei terreni, alcuni liberi professionisti e diversi Amministratori comunali in carica all’epoca dei fatti.

Gli approfonditi accertamenti svolti nell’arco di due anni, consistenti in attività tecniche, perquisizioni e sequestri a carico degli indagati, presso gli uffici comunali, aziendali e le abitazioni, hanno portato alla luce profili di probabile responsabilità penale a carico degli stessi a supporto dell’ipotesi di reato iniziali. Infatti, nel corso delle operazioni il personale rinveniva presso l’abitazione di alcuni amministratori comunali, alcuni beni di proprietà del Comune di Clavesana come computer portatili oltre a centinaia di atti in originale inerenti non soltanto il Comune di Clavesana, ma anche altri Comuni del Cuneese presso cui il soggetto coinvolto  prestava servizio, portando ad accertare anche la presenza di più documenti firmati in originale inerenti lo stesso oggetto ma con il corpo del testo diverso nelle due versioni. Per questi motivi, i dipendenti venivano deferiti all’Autorità giudiziaria anche per i reati di peculato e soppressione, distruzione ed occultamento di atti. Inoltre, durante le perquisizioni, a carico di un ex amministratore comunale indagato, veniva accertata l’illecita detenzione di armi comuni da sparo per cui i militari procedevano al sequestro e alla denuncia del soggetto.

L’attività di perquisizione svolta presso gli uffici del Comune, consentiva il rinvenimento di un numero considerevole di atti come deliberazioni e determinazioni configuranti reati di falso poiché redatti in bianco, privi di firme, protocolli, retrodatati o creati a posteriori al fine di regolarizzare difformità inerenti l’amministrazione comunale e la sua contabilità. L’articolata indagine che ha visto i militari impegnarsi per un considerevole periodo temporale, rappresenta indubbiamente un esempio di rilevante importanza dell’attenzione che la Procura della Repubblica di Cuneo e l’Arma dei Carabinieri rivolgono affinché sia assicurata la correttezza e trasparenza delle procedure interne alle Amministrazioni comunali avendo quale fine ultimo la tutela degli interessi della collettività.

In relazione al presente procedimento penale, si tiene a precisare che le indagini sono in corso di sviluppo, potendo emergere in futuro elementi di segno contrario rispetto a quelli sino ad ora raccolti, a favore quindi degli indagati, da presumersi innocenti sino a quando non sia pronunciata sentenza di condanna definitiva.

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