di Andrea Olimpi
CULTURA – È partito da Alba venerdì 28 agosto il viaggio della sesta edizione di Profondo Umano, il festival promosso dall’Associazione Corale Intonando APS che quest’anno sceglie come filo conduttore “Esserci. Per una geografia della cura”. Un percorso lungo quasi quattro mesi, destinato ad attraversare Alba, Langhe e Roero con incontri, teatro, cinema, musica, arte e camminate.
La giornata inaugurale si è aperta alle 17.30 nella sala consiliare “Teodoro Bubbio” del Comune di Alba, dove una conferenza stampa ha presentato il programma e i temi dell’edizione 2026. Al centro c’è il concetto di cura, inteso in un’accezione ampia: attenzione alle persone e alle fragilità, ma anche alle relazioni, alla memoria, all’ambiente e ai luoghi nei quali viviamo.
L’idea è quella di costruire, appuntamento dopo appuntamento, una sorta di mappa nella quale trovare occasioni per fermarsi, ascoltare e interrogarsi. Il festival affronterà così il rapporto tra generazioni, la legalità e la giustizia ambientale, la malattia e l’accompagnamento alla morte, per poi lasciare spazio alla poesia, alla spiritualità, alla natura, al paesaggio, all’arte e alla musica.
A dare forma visiva al tema scelto per questa edizione è Anna Dellaferrera, autrice dell’illustrazione che accompagna Profondo Umano 2026.
Dalla mostra di Sergio Ragalzi alla musica occitana
Dopo la conferenza stampa, alle 18.30 il festival si è spostato al Coro della Chiesa della Maddalena per l’inaugurazione della mostra “Non ti curar di loro. Sergio Ragalzi: Archeologia del possibile”, dedicata all’artista Sergio Ragalzi e curata da Jacopo Di Marco, in collaborazione con Lunetta11. L’esposizione resterà visitabile fino al 29 settembre.
Al centro del progetto espositivo c’è “Natura”, opera di Sergio Ragalzi (1951-2024), artista torinese il cui percorso ha attraversato soprattutto Torino e Roma, raggiungendo anche una dimensione nazionale e internazionale. Nel 1984 espose alla Galleria L’Attico di Fabio Sargentini, accompagnato da un testo del poeta Emilio Villa. Il suo immaginario, segnato dal nero e dalle inquietudini dell’uomo contemporaneo, introduce il pubblico al tema della cura attraverso una prospettiva meno rassicurante: per occuparsi di qualcosa occorre innanzitutto essere disposti a guardarla e riconoscerla, anche quando ciò che si ha davanti provoca disagio o paura.
La prima giornata non si è però conclusa negli spazi espositivi. Il festival si è trasferito in piazza Pertinace, trasformando l’apertura in un momento di partecipazione aperto alla città, con cibo e bevande proposti da Còj e il concerto degli Encà Sonar. Il gruppo occitano ha accompagnato la serata tra musica e balli, chiudendo così un’inaugurazione iniziata con la presentazione istituzionale e proseguita attraverso arte e convivialità.
Gazzetta d’Alba è media partner dell’edizione 2026 di Profondo Umano.
Il programma di settembre
Dopo l’inaugurazione, il calendario entrerà nel vivo sabato 5 settembre alle 21 con “Il filo rosso della cura”, passeggiata con partenza da piazza Marconi ad Alba.
Lunedì 7 settembre alle 21, al Cinema Moretta di Alba, sarà la volta di “The Wonder – Il giorno in cui ho perduto me stessa”, con Roberta Dapunt, Joshua Whalen e Alessandro Seidita. Roberta Dapunt tornerà protagonista martedì 8 settembre alla Sala Riolfo, nel Cortile della Maddalena, con “Eppure lo vedo, resistente rimanermi accanto”.
Domenica 13 settembre alle 17 l’appuntamento si sposterà a Montaldo Roero con “Cappuccetto Rosso: la fiaba che vive nel bosco fatato”, insieme a Fiorenza Adriano: un percorso rivolto a bambini e famiglie che unirà la riscoperta della fiaba alla dimensione naturale del bosco.
Lunedì 14 settembre alle 21, al Cinema Moretta, Joshua Whalen e Alessandro Seidita proporranno “Corrispondenze. Basta l’aria aperta per essere liberi?”. Mercoledì 16 settembre, questa volta di prima mattina, il ritrovo sarà alle 6.30 in piazza San Pietro a Piobesi d’Alba per la camminata al sorgere del sole “Il risveglio dei sensi”.
Sabato 19 settembre alle 18 il Teatro Sociale “G. Busca” di Alba ospiterà Matteo Lancini per l’incontro “Il bullismo degli adulti”, mentre mercoledì 23 settembre alle 21, con partenza da piazza Baracco a Treiso, si terrà la camminata notturna “Ascoltare il buio”.
Giovedì 24 settembre alle 21 il programma affronterà legalità e tutela dell’ambiente con “Crimini ambientali. Comunità, corpi e diritto”, incontro con Rosalba Altopiedi.
Domenica 27 settembre alle 17.30 saranno invece i sentieri di La Morra a diventare teatro di “La cura della memoria. Vite di Langa e Roero, trasformazioni sociali di una civiltà contadina”. La camminata a tappe sarà condotta da Paolo Tibaldie, partendo dal lavoro realizzato insieme a Carlo Petrini, ripercorrerà le trasformazioni sociali, culturali ed economiche delle colline di Langhe e Roero.
Settembre si concluderà con due giornate dedicate al teatro e alla parola: martedì 29, con appuntamenti alle 10 e alle 21, Patrizia Camatel porterà in scena “Teresa, ovvero la sarta che voleva ricucire il firmamento”; mercoledì 30 settembre alle 21 sarà invece Tiziana Cera Rosco la protagonista di “Nei globuli di una costellazione”.
Da ottobre a dicembre
Il calendario proseguirà venerdì 2 ottobre alle 21 con il concerto “Suoni che curano”. Sabato 3 ottobre alle 16 sarà invece proposto il flash mob “Contenere il dolore con un abbraccio”.
Martedì 6 ottobre alle 21 Eliana Liotta e Michela Matteoli saranno protagoniste dell’incontro “La mente radiosa”. Una settimana più tardi, martedì 13 ottobre alle 21, toccherà a Guido Harari e Luisa Fantinel accompagnare il pubblico in “Oltre la grande soglia”, appuntamento dedicato a uno degli aspetti più delicati del percorso sulla cura.
Nella parte finale della sesta edizione sarà soprattutto la musica a scandire il calendario. Sabato 21 novembre alle 21 è previsto “Cantare le radici”; martedì 8 dicembre alle 21 l’appuntamento sarà dedicato a Felix Mendelssohn, mentre sabato 19 dicembre, sempre alle 21, “The chi-non-so-village” chiuderà il programma 2026.
Nato dall’esperienza delle otto edizioni di Torino Spiritualità ad Alba, Profondo Umano è cresciuto negli anni come spazio di confronto sulle grandi domande dell’esistenza, mettendo insieme linguaggi e forme espressive differenti. La sesta edizione porta questo percorso dentro una “geografia della cura” che non considera la cura soltanto come risposta alla fragilità, ma anche come scelta quotidiana di presenza e attenzione verso le persone, i luoghi e ciò che rischia di rimanere ai margini.
Foto e video © Donatella Arione – Andrea Olimpi














